La medicina legale “è chiamata a confrontarsi con sfide nuove, dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione. È anche per accompagnare questa evoluzione che abbiamo istituito, presso il ministero della Salute, il tavolo tecnico in materia di medicina legale, con l’obiettivo di favorire l’approfondimento delle principali tematiche del settore e promuovere indirizzi condivisi per lo sviluppo della disciplina”. Lo ha sottolineato il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo al 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (Simla), all’Università Cattolica di Roma. Tre giorni di lavori, dal 18 al 20 giugno, dedicati al futuro della disciplina e alla proposta di un piano strategico triennale. Il Congresso “rappresenta un’occasione preziosa di confronto tra istituzioni, comunità scientifica e professionisti per costruire una visione comune sul futuro della medicina legale e rafforzarne il contributo alla sanità pubblica, alla sicurezza delle cure e alla tutela dei cittadini”, ha detto il ministro. Tanti i temi sul tavolo. Dal fronte della giustizia, il viceministro Francesco Paolo Sisto annuncia il lavoro relativo alla proposta normativa sulla responsabilità medica. “La parte che ci riguarda è quella in cui si riscrive la responsabilità del medico, finalmente libero di gestire il rapporto con il paziente secondo le buone pratiche della comunità scientifica. Si restituisce così al medico la libertà di gestire, evitando un’aderenza impropria a linee guida che spesso non sono complete”, ha detto Sisto. “Si stabilisce così un rapporto medico-paziente libero, in cui la norma è vista come supporto e non come limite. Chi si attiene a buone pratiche o a linee guida deve rispondere solo per colpa grave”. Da qui l’analisi alle sfide poste dalla tecnologia. “Tutto questo obbliga il medico legale ad avere competenze plurime, e di ciò occorre tenere conto nei percorsi formativi. Un medico che non è più semplicemente il medico dell’autopsia o il medico settore, ma una figura capace di essere moderna e al tempo stesso ‘analogica’, radicata nel principio di personalità”.Per Luisa Regimenti, assessore al Personale, alla Sicurezza urbana, alla Polizia locale, agli Enti locali e all’Università della Regione Lazio “la medicina legale, al pari di molte altre discipline mediche, sta attraversando una fase di profonda evoluzione”.E la società italiana di medicina legale sta facendo la sua parte. “Stiamo contribuendo a una sessantina di linee guida”, rivendica il professore emerito Francesco Introna, presidente Simla. Il ministro della Salute Orazio Schillaci al 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni Questo articolo Medicina legale tra AI e digitalizzazione, il tavolo al ministero proviene da LaPresse