Capezzone a gamba tesa su Arcuri: “Fa pensar male che la sinistra lo voglia audito senza giuramento”

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Tornano in commissione, le opposizioni, dopo l’annuncio di un’astensione dai lavori — e tornano con una richiesta precisa: sentire Domenico Arcuri, l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, ma in libera audizione e non in testimonianza formale. Una distinzione che non è solo procedurale. Le commissioni d’inchiesta parlamentari, come quella sulla gestione della pandemia, dispongono di poteri quasi paragiudiziari, e chi viene convocato può essere sentito in due modi diversi: con giuramento, formula quasi processuale che comporta conseguenze penali in caso di falsa testimonianza, oppure con la libera audizione, dove l’obbligo di dire la verità resta ma senza giuramento né le stesse conseguenze penali. La richiesta arriva, secondo quanto ricostruito da Daniele Capezzone nella sua rassegna, a distanza di un giorno da altre due rivelazioni che riguardano proprio la gestione degli acquisti durante l’emergenza: l’assenza di un controllo sistematico dell’ANAC sul maxi appalto da un miliardo 251 milioni di euro, e la testimonianza dell’ex vertice di Consip secondo cui la centrale acquisti pubblica avrebbe potuto continuare a gestire da sola le forniture, senza il passaggio alla struttura commissariale.“L’appalto più grande della Storia della Repubblica”È su questo sfondo che Capezzone costruisce la sua riflessione, ripartendo proprio dal precedente: il maxi appalto, ricorda, riguardava mascherine arrivate “in parte inidonee, farlocche, non a norma” e pagate “3 o 4 volte più del prezzo di mercato”. Su quell’appalto, sottolinea, non ci sarebbe stato il controllo dell’ANAC, perché il protocollo tra l’authority anticorruzione e la struttura commissariale guidata da Arcuri sarebbe stato siglato solo a dicembre 2020, e su base volontaria — a differenza del meccanismo più sistematico previsto per altre strutture commissariali, come quella del sisma in Centro Italia o quella dell’Expo di Milano. A questo si aggiunge la testimonianza dell’ex amministratore delegato di Consip, che avrebbe dichiarato: “Noi veramente potevamo proseguire, ci è stata tolta perché ci è stata tolta.”E qui veniamo al punto vero, quello sulla libera audizione di Arcuri — richiesta che definisce di per sé legittima, trattandosi di “un uomo che deve rispondere a molte cose”, ma che lo lascia con un interrogativo che pone direttamente ai suoi ascoltatori: “Perché la sinistra, nel momento in cui deve essere sentito Arcuri, non vuole il giuramento, non vuole l’obbligo, non vuole le conseguenze penali?” Una domanda che, a suo dire, autorizza un sospetto — “che ci sia qualcuno che scappa”.The post Capezzone a gamba tesa su Arcuri: “Fa pensar male che la sinistra lo voglia audito senza giuramento” appeared first on Radio Radio.