Malen si racconta: “Senza disciplina non vai da nessuna parte. Se non fossi riuscito nel calcio ora lavorerei in un fast-food…”

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Donyell Malen apre le porte della sua vita privata e professionale. L’attaccante della Roma, protagonista di una seconda parte di stagione straordinaria in giallorosso, ha rilasciato una lunga intervista all’edizione olandese di Men’s Health, ripercorrendo le tappe più importanti della sua carriera, dai primi calci al pallone fino alla chiamata per il Mondiale con l’Olanda.L’attaccante nato a Westerland ha raccontato di aver avuto le idee chiare fin da bambino: “Ero sempre concentrato sul calcio, non avevo altri pensieri. Era semplice: sarei diventato un calciatore. E se non ci fossi riuscito? Forse ora lavorerei in un fast-food“. A soli 16 anni la scelta di lasciare casa per trasferirsi all’Arsenal, un passaggio che lo ha aiutato a crescere anche lontano dal campo: “Sono andato lì per crescere, allenarmi con la prima squadra e scoprire altre culture. Per la prima volta ho dovuto badare a me stesso, cucinare, diventare maturo”.LEGGI ANCHE – Cassano: “Malen non era al livello della Premier. Soulè? O si sveglia o va via”Malen ha poi spiegato quanto lavoro ci sia dietro alle sue qualità atletiche: “Deve esserci equilibrio. Sono un giocatore veloce e amo gli esercizi esplosivi che tengono reattivo il mio corpo. Mi rendono migliore e soprattutto più veloce”. La vera consacrazione è arrivata al PSV Eindhoven, dove ha trovato l’ambiente ideale per esplodere: “Il PSV aveva un buon piano, mi piacque. Mi sentivo molto a mio agio nel club, è una società familiare e affettuosa, c’è stata subito sintonia”.Non manca una riflessione sul rapporto con la pressione e le critiche: “Vedo la pressione come qualcosa di bello. Se le persone si aspettano qualcosa da te, in realtà significa che pensano che tu sia forte e ti stimano molto. Provo a vederla in modo positivo: bisogna solo dare il massimo. Se segni sei un eroe, se non tocchi palla ti criticano. Ma io non bado alle critiche: parlo molto con mia moglie, solo quello che dicono le persone vicine mi tocca davvero. Il resto lo lascio andare”.Uno dei passaggi più significativi riguarda la sua mentalità. Malen ha svelato il rigido programma che segue quotidianamente per mantenersi al massimo livello: “Naturalmente il talento è importante, ma senza disciplina non si va da nessuna parte. Mangiare bene, dormire e recuperare dopo gli allenamenti è la cosa più importante. Seguo un regime rigoroso: otto ore di sonno, dieta senza glutine, integratori di magnesio ed elettroliti. È un pacchetto completo, a volte difficile da mantenere, ma noto subito la differenza in termini di lucidità in campo se non lo faccio“.Una mentalità affinata durante gli anni al Borussia Dortmund: “Anche quando ero in panchina mi davo comunque quella spinta come se avessi giocato un’intera partita, mi allenavo di notte. Quando arriva l’occasione da titolare devi farti trovare pronto, non puoi presentarti a metà servizio”. Infine il presente, che parla di Roma e Mondiale. Dopo il trasferimento in giallorosso nel gennaio 2025 e una stagione che lo ha riportato ai vertici del calcio europeo, Malen si prepara a vivere il torneo più importante della sua carriera: “In quel momento non ero pronto, credo nel destino. Indossare la maglia dell’Olanda è qualcosa che sogni fin da bambino, ti dà sempre un grande senso di orgoglio. Quel sogno mondiale allora era lontano, ora è vicinissimo. Voglio essere importante, fare gol e puntare al massimo. Sono davvero entusiasta”.LEGGI ANCHE – Semaforo Greenwood: il Marsiglia deve vendere, la Roma acceleraFonte: lezerij.nlL'articolo Malen si racconta: “Senza disciplina non vai da nessuna parte. Se non fossi riuscito nel calcio ora lavorerei in un fast-food…” proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.