Sì, per salvare l’Europa ci vuole meno Unione Europea

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L’Unione Europea affronta un rischio concreto di deindustrializzazione, avendo smarrito la consapevolezza dei fattori che generano la reale ricchezza. Mentre Bruxelles privilegia una crescente regolamentazione burocratica, il resto del mondo continua a investire massicciamente in produzione, infrastrutture, logistica. In Europa si è erroneamente affermata l’idea che la competitività possa essere sostituita dalla conformità normativa, imponendo alle imprese dei vincoli stressanti, assurdi, che i concorrenti globali non devono affrontare. Questo toglie la competitività delle nostre imprese.Così l’Europa perde la corsa con USA e CinaLe aziende europee si trovano a competere in una maratona con pesi aggiuntivi, mentre i competitor, e cioè gli americani, i cinesi, beneficiano di strategie nazionali orientate allo sviluppo industriale a costi energetici sostenibili. Insomma, le imprese europee sono fuori mercato.Oggi una nuova sfida in Europa produce sempre ulteriori procedure, difficoltà burocratiche, aumentando i costi e rallentando i processi decisionali. Questo approccio riflette una visione ideologica che vede l’imprenditore come un soggetto da disciplinare, da sanzionare, da punire, da mettere al bando, da mettere alla berlina. Anziché considerarlo come quello che è: il motore dell’economia di ogni paese.L’odio viscerale degli imprenditori per le norme europeeCerto, la mia visione è una visione di parte. Io faccio il consulente aziendale e faccio consulenza in strategia alle imprese, ma tutti gli imprenditori che vengono da me – cercandomi sul sito valeriomalvezzi.it – prima o poi mi confermano quello che io vi sto dicendo, e cioè che odiano le normative europee, le odiano! C’è un odio viscerale degli imprenditori nei confronti delle norme europee e di conseguenza del sistema burocratico che le inventa, e la politica dovrebbe prima o poi prendere atto di questo odio viscerale di chi produce l’economia di un paese, che sono gli imprenditori, che non si sente assolutamente rappresentato né dalla classe politica ma tanto meno dalla classe burocratica che comanda quella politica, perché questa è la realtà assurda dell’Unione Europea nella quale viviamo.Il benessere europeo costruito storicamente dal lavoro e dall’innovazione è stato completamente sostituito dalla follia burocratica e ideologica di normative, di un regime che di fatto non è affatto democratico, è burocratico. In definitiva Bruxelles deve tornare a parlare agli imprenditori e smetterla con una visione ideologica, moralistica e burocratica.Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio MalvezziThe post Sì, per salvare l’Europa ci vuole meno Unione Europea appeared first on Radio Radio.