“Nessun bimbo dovrebbe subirlo”. Nuova bufera sul Fatto per il caso Minetti

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Il Fatto Quotidiano non molla la presa. E scatena di nuovo l’ira dei legali della coppia Cipriani-Minetti. Dopo la figuraccia rimediata dal quotidiano diretto da Marco Travaglio, smentito su tutta la linea dalla Procura generale di Milano e anche dalla “loro” principale fonte, che ha ritrattato quasi tutto, stamattina in prima pagina è finito un lungo e articolato pezzo in cui l’inviato dà conto della sua ricerca di Maria Los Angeles Gonzales, la madre tossicodipendente del bambino adottato dalla coppia italiana. Un articolo in cui, secondo i legali, vengono “riportati dettagli estremamente invasivi” sulla vita della famiglia del minore, senza pensare alle conseguenze che questo potrebbe avere.L’articolo parla della ricerca di questa donna che ha partorito un figlio nonostante la dipendenza dalla droga. Del suo prostituirsi. Dei suoi reati. Del fatto che ad un certo punto è scomparsa nel nulla, senza dare notizia di sé. Secondo la tesi del Fatto, la donna – nonostante i suoi evidenti limiti e l’incapacità di poter gestire un figlio – avrebbe cercato di ritrovare il bambino poi finito in adozione (regolarmente, assicura anche la Pg) ai Cipriani. Questo allo scopo di dimostrare cosa? Non si è ben capito. Ma il danno, a sentire gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi, sarebbero inimmaginabili.“Esprimiamo forte preoccupazione per il contenuto dell’articolo pubblicato oggi dal Fatto Quotidiano, nel quale vengono riportati dettagli estremamente invasivi riguardanti la vita della madre biologica del minore, le sue condizioni personali, sociali e sanitarie, nonché riferimenti al padre biologico”, hanno scritto in una nota i legali di Minetti. “Al di là di ogni valutazione di natura giornalistica, ciò che appare particolarmente grave è la mancata considerazione delle conseguenze che simili pubblicazioni possono arrecare al minore, esponendolo a etichette e ricostruzioni mediatiche della propria storia personale, con possibili ripercussioni sul suo equilibrio e sul suo percorso di crescita”.Per i legali “l’articolo finisce inevitabilmente per associare il minore a vicende di marginalità sociale, prostituzione e tossicodipendenza, creando una rappresentazione lesiva della sua dignità e della sua identità. Nessun bambino dovrebbe essere definito attraverso le fragilità o le condizioni dei propri genitori biologici. Particolare preoccupazione suscita il mancato rispetto dei principi contenuti nella Carta di Treviso, che impone ai giornalisti una tutela rafforzata dei minori, evitando la diffusione di informazioni idonee a identificarli o a comprometterne il sereno sviluppo psicologico e sociale”.Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi nei giorni scorsi hanno depositato le citazioni contro il Fatto e Report, che dovranno rispondere dei danni anche negli Stati Uniti contro la società di Cipriani (chiesti 250 milioni di dollari). E adesso i legali “auspicano che tutte le istituzioni preposte alla tutela dell’infanzia intervengano con tempestività affinché sia assicurata la piena protezione del minore da ogni forma di esposizione mediatica lesiva della sua riservatezza, dignità e del suo armonico sviluppo. Quando è coinvolto un bambino, il diritto di cronaca incontra un limite invalicabile: il superiore interesse del minore”.L'articolo “Nessun bimbo dovrebbe subirlo”. Nuova bufera sul Fatto per il caso Minetti proviene da Nicolaporro.it.