AGI – L'Iran ha pareggiato 2-2 con la Nuova Zelanda nella sua prima partita in vista dei Mondiali del 2026. Elijah Just ha segnato sia nel primo che nel secondo tempo per i neozelandesi, mentre Ramin Rezaeian ha accorciato le distanze per l'Iran. Il gol di testa di Mohammad Mehebbi ha poi regalato a iraniani e neozelandesi un punto a testa al fischio finale nel SoFi Stadium.L’importanza della partita va oltre l’aspetto sportivo. Centinaia di persone si sono infatti radunate fuori dallo stadio di Los Angeles sventolando la vecchia bandiera iraniana, quella precedente alla Rivoluzione Islamica del 1979, con un leone e un sole. I manifestanti hanno suonato i tamburi e intonato cori contro la "Team Melli", considerata uno strumento di propaganda di Teheran.Le proteste della diaspora iraniana"Questa non è la squadra del popolo iraniano, è la squadra del regime", ha dichiarato Ava Amin, una studentessa di filosofia presente alla manifestazione con uno striscione che chiede un "cambio di regime. Quando la gente viene uccisa, loro chiudono gli occhi e rimangono in silenzio".Sicurezza e tensioni a Los AngelesLa partita si è svolta sotto stretta sorveglianza, poiché la numerosa comunità iraniana di Los Angeles - a volte chiamata "Tehrangeles" - si è preparata a questa manifestazione da settimane. Gran parte della diaspora si oppone fermamente alla Repubblica Islamica e intende sfruttare l'attenzione generata dai Mondiali per denunciare gli abusi commessi dal regime.Memoria delle vittime e richieste di libertàAlcuni manifestanti sventolavano composizioni con i ritratti di iraniani uccisi durante la sanguinosa repressione delle manifestazioni popolari dello scorso gennaio, che secondo numerose Ong ha causato migliaia di morti. "Abbiamo perso così tante persone a gennaio", ha continuato la Amin "Quando la gente chiede la libertà in Iran, viene uccisa, quindi dobbiamo essere qui. Siamo qui per essere la loro voce e per sventolare la nostra bandiera".Fischiato l'inno dell'IranTre ore prima della partita, diversi manifestanti regolarmente muniti di biglietti si sono presentati ai cancelli indossando magliette con stampata la bandiera pre-rivoluzionaria, un simbolo considerato inaccettabile dalle autorità iraniane e, in linea di principio, proibito dai regolamenti Fifa, che vietano i simboli politici nei suoi impianti sportivi. Prima della partita i manifestanti hanno fischiato l'inno iranuiano. Invece di rimanere in Arizona come previsto, la squadra iraniana si è trasferita a Tijuana, in Messico, per allestire il proprio campo base. Inoltre, gli Stati Uniti hanno negato il visto a circa quindici membri dello staff tecnico per le tre partite del girone, che si giocano sul suolo statunitense.La partita e l’equilibrio del gironePassando all’aspetto prettamente sportivo, sul campo si sono visti gol e spettacolo tra Iran e Nuova Zelanda, che al debutto ai Mondiali 2026 danno vita a un divertente 2-2: due volte avanti grazie alla doppietta di Just, gli uomini di Bazeley vengono recuperati prima da Rezaeian e poi da Mohebbi. Con questo risultato, arrivato dopo l'1-1 tra Belgio ed Egitto, il Girone G è in perfetto equilibrio, con tutte e quattro le squadre a un punto. La partita si sblocca già al 7', quando Just insacca di destro sfruttando l'ottimo lavoro di sponda di Wood. Lo stesso capitano neozelandese, qualche minuto più tardi, manca la zampata del raddoppio. La reazione dell'Iran arriva al 23' con Taremi, che guida il contropiede e sceglie di andare al tiro dal limite, centrando in pieno il palo. Poco dopo, un'indecisione di Crocombe con i piedi consegna a Ghoddos la possibilità di provarci dalla lunga distanza a porta vuota, ma il suo tentativo non centra lo specchio. Il meritato pareggio arriva al 32' con Rezaeian, bravo ad arrivare per primo su un tiro di Moghanloo ribattuto dalla difesa della Nuova Zelanda. Allo scadere della prima frazione, Nemati segna il gol del sorpasso sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma il giocatore iraniano era in chiaro fuorigioco sul cross di Rezaeian.Secondo tempo e risultato finaleAl rientro dagli spogliatoi, come nel primo tempo, anche nella ripresa non passa molto prima che la Nuova Zelanda trovi la via della rete: ci pensa ancora Just al 54', che sfrutta un recupero di Cacace e scambia due volte con Singh e Wood (entrambi protagonisti anche nel primo gol) prima di battere Beiranvand. La reazione dell'Iran è quasi immediata, in una partita vissuta a fiammate e con frequenti scambi di inerzia: al 64', Rezaeian veste i panni dell'assistman disegnando un cross perfetto per Mohebbi, che sbuca di testa alle spalle di Boxall e batte Crocombe con la palla che sbatte sul palo prima di insaccarsi in rete. Dopo una fase centrale in cui il gioco è molto spezzettato, i ritmi si rialzano di nuovo negli ultimi venti minuti, con l'Iran che mette sotto grande pressione la Nuova Zelanda sfiorando il gol nell'ultimo dei cinque minuti di recupero, ma il risultato non cambia più.Le dichiarazioni di RezaeianRamin Rezaeian, autore del gol decisivo ai Mondiali, ha dichiarato a un giornalista che i fischi dei manifestanti della diaspora iraniana durante l'inno nazionale "non sono affari suoi". "Se c'è un problema tra noi, sono affari nostri, non vostri", ha detto Rezaeian, brusco ma cortese, quando gli è stato chiesto dei fischi e delle contestazioni durante l'inno prima della partita d'esordio ai Mondiali a Los Angeles. "Vi rispetto, ma questa è una questione tra noi e la risolveremo, non preoccupatevi".La comunità iraniana a Los AngelesLa partita, terminata con un pareggio per 2-2 contro la Nuova Zelanda, si è svolta sotto stretta sorveglianza, con un folto gruppo della comunità iraniano-americana di Los Angeles che ha manifestato la propria opposizione al regime. La città, a volte soprannominata "Tehrangeles", ospita la più grande comunità di iraniani al di fuori dell'Iran, con una parte considerevole composta da coloro che fuggirono all'epoca della rivoluzione o dai loro discendenti.Contestazioni durante l’innoCentinaia di persone si sono radunate prima della partita, suonando tamburi e scandendo slogan contro la nazionale, che a loro dire è uno strumento di propaganda di Teheran. Le bandiere utilizzate dall'Iran prima della rivoluzione islamica del 1979, spesso adottate dai manifestanti, erano ben visibili durante la partita, e l'inno nazionale è stato inizialmente accolto da fischi oltre che da applausi. Durante la partita stessa, gli attacchi dell'Iran sono stati apertamente sostenuti da gran parte del pubblico. Tuttavia, parlando con i giornalisti dopo la partita, Rezaeian, autore di un gol e di un assist, si è rifiutato di commentare la controversia. "In realtà siamo qui per rispondere a domande sul calcio. Dovete sapere che il mio popolo in Iran è fantastico, è così buono. Ormai tutto il mondo conosce il mio popolo", ha detto.Le critiche dell’allenatore iranianoL'allenatore della nazionale iraniana, Amir Ghalenoei, ha lamentato che la sua squadra è "la più maltrattata" ai Mondiali.Accuse e difficoltà organizzative"Siamo la squadra più maltrattata di tutti i Mondiali", ha dichiarato l'allenatore in conferenza stampa dopo il pareggio per 2-2 contro la Nuova Zelanda nella partita d'esordio del torneo a Los Angeles, "Hanno ritardato il nostro arrivo, ci stanno costringendo a tornare prima del previsto senza darci il tempo di recuperare". La nazionale iraniana ha dovuto affrontare problemi con i visti e lo spostamento del campo di allenamento dall'Arizona al Messico.