Una relazione burrascosa durata 4 anni: litigi e scambi di accuse reciproci fino a quando lei ha denunciato lui, accusandolo di averla minacciata e sottomessa davanti alla loro bambina.Ma dal processo è emersa un’altra verità.Per questo oggi, lunedì 15 giugno, il Tribunale di Tivoli ha assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di maltrattamenti aggravati ai danni della ex compagna un 35enne italiano di Villanova di Guidonia, difeso dall’avvocato Pietro Nicotera.Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere le giudici Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – ha condiviso la richiesta del pubblico ministero Filippo Guerra che ha escluso i maltrattamenti e un episodio di violazione di domicilio.Secondo la ricostruzione dei magistrati, i fatti risalgono al periodo compreso tra il 2021 e il 2024, quando una 26enne italiana denunciò le presunte angherie del compagno e padre della loro bambina.Stando ai racconti della giovane, il 35enne idraulico l’avrebbe insultata e umiliata in maniera sistematica anche davanti ai genitori di lui che inizialmente ospitavano la coppia nella loro abitazione di Villanova di Guidonia, urlandole contro che “non era una buona madre”.Le cose non sarebbero andate diversamente neppure quando l’uomo, la donna e la loro bambina si trasferirono in una casa in affitto a Colle Fiorito di Guidonia.Secondo la testimonianza della 26enne, quando stavano insieme lui le avrebbe controllato il telefono, l’avrebbe presa a schiaffi, a spinte, a calci, minacciandola con un coltello da cucina e promettendole che le avrebbe fatto togliere la figlia.Anche al termine della convivenza, l’idraulico avrebbe continuando ad aggredirla e impaurirla.Ad esempio il 24 maggio 2024 nel parco di Settecamini, dove l’uomo avrebbe tentato di strapparle il cellulare dalle mani.E il 28 maggio 2024, quando al telefono avrebbe annunciato che sarebbe andato a casa della ex a prendere la figlia e così fece: prima colpì la porta a calci e pugni. Poi scavalcò il balcone arrampicandosi lungo la ringhiera per due piani, entrò nell’abitazione, sputò in faccia alla ex, afferrò la figlia e si allontanò con la bambina.Stessa scena il 31 maggio 2024 e il primo giugno, giorno in cui il 35enne si presentò a casa della sorella della ex insieme ad un’altra persona, portando via la figlia.A quel punto, il Tribunale di Tivoli dispose a carico dell’idraulico il divieto di avvicinamento alla persona offesa con dispositivo elettronico per monitorare i suoi spostamenti.Nell’udienza di oggi l’imputato ha raccontato la sua verità, spiegando che la sua unica preoccupazione era la loro figlia e ribadendo che a suo parere la ex compagna era inadeguata a crescere la bambina.A confermare l’atteggiamento della 26enne l’avvocato Pietro Nicotera ha citato come testi in aula i genitori e il fratello dell’imputato che devono aver convinto il pubblico ministero e le giudici.Il Tribunale ha riconosciuto il 35enne responsabile di violazione di domicilio commessa il 28 maggio 2024: l’uomo è stato condannato alla pena di 8 mesi di reclusione sostituita con una multa di 1.200 euro, oltre ad un risarcimento danni di 300 euro alla ex compagna e la rifusione di 1.355 euro e 33 centesimi di spese processuali sostenute dalla donna costituitasi parte civile.A seguito dell’assoluzione dall’accusa di maltrattamenti le giudici hanno dichiarata cessata la misura cautelare del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico.Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 30 giorni.L'articolo GUIDONIA – “Il mio ex mi mena”, assolto: era una coppia litigiosa proviene da Tiburno Tv.