Salvini difende Meloni: «Trump pensi all’Iran». I sospetti Pd: «Gli attacchi? Un assist a Giorgia per le elezioni»

Wait 5 sec.

Ieri, giorno del primo vero scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni, tutta la politica italiana si era stretta intorno alla premier in segno di solidarietà. Il messaggio era più o meno il seguente: attaccare la capa del governo equivale ad attaccare all’Italia, il che lo rende inaccettabile. Ma ora che la faida tra Meloni e Trump continua, le reazioni politiche si fanno più variegate, con i vari leader di partito che cominciano a posizionarsi in vista delle elezioni del prossimo anno.Salvini: «Parole inutili e sgradevoli»A esprimere solidarietà a Giorgia Meloni ci pensa il vicepremier Matteo Salvini, che a un gazebo della Lega a Milano commenta così l’ultimo attacco di Trump: «È chiaro che sono parole gratuite, inutili e sgradevoli però non c’è una guerra fra Italia e Stati Uniti. Ci sono già troppe guerre e spero che gli Stati Uniti ci aiutino a porre fine ad alcune di queste guerre, visto che anche in Iran mi sembra che le cose non stiano andando benissimo». Secondo il leader del Carroccio, che fino a qualche mese fa sembrava ingaggiare una sfida con Fratelli d’Italia per chi fosse più in sintonia con l’inquilino della Casa Bianca, «litigare con gli alleati non è utile». Anche perché, chiosa diplomatico Salvini, «chi attacca il nostro presidente del Consiglio attacca tutto il governo e tutto il Paese». Conte: «Ma quale schiena dritta, è un richiamo all’ordine»Tra gli esponenti di Fratelli d’Italia si sottolinea come la risposta per le rime di Meloni dimostri una volta per tutte che il governo italiano non è subalterno agli Stati Uniti di Trump. Una lettura che proprio non piace a Giuseppe Conte. «Lo scontro di oggi non è contro un leader che alza la testa, ma è un richiamo all’ordine verso chi ha sempre obbedito senza fiatare, assumendo impegni insostenibili per il popolo italiano. Chi ha ridotto l’Italia così non la rimetterà in piedi di certo. Tocca a noi», scrive sui social l’ex premier.Secondo il presidente del M5s, il governo Meloni non ha mai tenuto la schiena dritta davanti a Trump. Anzi, snocciola una serie di esempi che a suo dire dimostrano l’esatto contrario: «La premier si guardi allo specchio. Ad aprile 2025 per far contento Trump è andata negli Stati Uniti a prendere impegni per acquisti di armi e gas americani, per non tassare i giganti del web statunitensi. Nell’estate 2025 è andata a firmare l’aumento esorbitante delle spese militari al 5% del Pil per far contento Trump e non si è schierata con i leader europei che hanno alzato la voce come Sanchez. Sui dazi imposti alle nostre imprese ha parlato di accordo positivo e sostenibile e ha fatto dire al suo vicepremier, sfidando il senso del ridicolo, che le misure contro le nostre aziende in fondo erano una opportunità».Renzi: «Litigi da asilo»Matteo Renzi opta per l’ironia e sui social scrive: «Bei tempi quando il G7 ospitava discussioni politiche e non litigi da asilo». Poi nel pomeriggio, chiamato dalla Bbc per commentare l’ultimo scontro tra Trump e Meloni, il leader di Italia Viva argomenta meglio il proprio punto di vista: «Giorgia Meloni ha difeso Trump fino a ieri e oggi la sua posizione non è credibile. Trump è un problema per gli Stati Uniti, per l’Europa e anche per l’Italia». Renzi ricorda i tentativi del governo italiano di dipingersi agli occhi degli alleati europei come un ponte tra Europa e Stati Uniti. Ma ora, osserva, «quel ponte è crollato e tutti capiscono che serve un rapporto diverso tra Europa e America».I dubbi del Pd sull’aiutino in vista delle elezioniPiù pacata la posizione di Riccardo Magi, segretario di Più Europa, che al suo arrivo al Roma Pride commenta: «Trump è completamente fuori controllo. Spero che Meloni si sia accorta quantomeno che non bisogna dargli nessun Nobel, se non quello al bullismo. Però è quello che Meloni paga per essere stata appiattita sulla politica estera di Trump ed essersi illusa di aver creato un ponte tra Italia e Stati Uniti».Nessuna dichiarazione per il momento dalla segretaria del Pd, Elly Schlein. Dal suo partito è il senatore Filippo Sensi uno dei primi a commentare l’ultimo scontro, arrivando addirittura a ipotizzare che gli attacchi alla premier rientrino in una strategia ben calibrata della Casa Bianca: «Mi pare evidente che, con i suoi attacchi sconsiderati e arroganti a Meloni, Trump stia provando a tutti i costi a far vincere la destra al governo alle prossime elezioni. Ma ti abbiamo sgamato, mascherina».Foto copertina: ANSA/Massimo Percossi | La premier Giorgia Meloni col suo vice Matteo Salvini durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi – Roma, 17 ottobre 2025.L'articolo Salvini difende Meloni: «Trump pensi all’Iran». I sospetti Pd: «Gli attacchi? Un assist a Giorgia per le elezioni» proviene da Open.