Che avrebbero fatto discutere, era fuori di dubbio. Le esternazioni di Roberto Vannacci, che a Roma ha proposto l’abolizione del reato di femminicidio durante la seconda e ultima giornata dell’assemblea costituente di Futuro Nazionale, hanno suscitato l’indignazione delle opposizioni, di alcuni esponenti della maggioranza di governo e delle associazioni che si occupano delle donne vittime di violenza.La condanna di Pd, Italia Viva e Avs: “Dichiarazioni gravissime, anche da destra arrivi chiaro no a Vannacci”“Le parole di Vannacci sul femminicidio ci confermano che siamo sulla strada giusta. Chi nega l’esistenza stessa del fenomeno lo fa perché nega la specificità della dinamica della violenza maschile, sa che tocca un equilibrio di potere reale ed é portatore di una cultura patriarcale. È la prova che la nostra battaglia culturale è giusta e va portata avanti”, ha affermato Valeria Valente, senatrice del Partito Democratico. “C’è però una contraddizione che non si può tacere: il reato di femminicidio è stato approvato all’unanimità, anche con i voti dei parlamentari dell’allora maggioranza, oggi migrati in Futuro Nazionale. Vannacci nega ciò che i suoi ex colleghi e alcuni attuali compagni di partito hanno riconosciuto come necessario e urgente. Siamo consapevoli da tempo che esiste parte del paese, per fortuna esigua minoranza, che la pensa come Vannacci, ma almeno su questo avevamo trovato un punto di incontro con tutte le altre forze politiche, anche quelle di maggioranza. Dove sono ora le loro voci?”, ha concluso Valente. Rincara la dose Roberta Mori, Portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche. “Ancora una volta Roberto Vannacci non perde occasione per ricordarci la pochezza di un pensiero che appare basato per intero su un machismo tanto tragicomico quanto pericoloso. Le sue parole sul femminicidio sono sbagliate e offensive verso le donne che hanno subito violenza, verso le famiglie delle vittime e verso il lavoro di chi ogni giorno combatte per prevenire e contrastare un fenomeno drammaticamente reale. Nessuno – ha aggiunto – sostiene che la vita di una donna valga più di quella di un uomo: il femminicidio non indica il genere della persona uccisa, ma il movente dietro la sua uccisione. E quel movente, troppo spesso, è da ricercare nell’incapacità di troppi uomini di affrontare un rifiuto, gestire le emozioni e affermarsi come maschi al di fuori di una dinamica di controllo e possesso. Dare un nome a un fenomeno non significa creare privilegi: significa renderlo visibile per poterlo prevenire e combattere a livello culturale. Negare la specificità della violenza maschile contro le donne non la farà scomparire. Così come non scompariranno le sue radici culturali, sociali e relazionali. Per questo – ha concluso – è indispensabile continuare a studiarne le cause, individuarne le serialità e costruire strumenti sempre più efficaci di prevenzione, protezione e giustizia“.Da Italia Viva prendono posizione le senatrici Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione Femminicidio, e Dafne Musolino, vicecapogruppo al Senato. “Le parole di Roberto Vannacci sul femminicidio sono gravissime e offensive nei confronti delle tante donne vittime di violenza e delle loro famiglie. Negare la specificità del fenomeno significa ignorare una realtà che continua a colpire il nostro Paese e contro la quale le istituzioni hanno il dovere di intervenire con determinazione. Ancora più preoccupante è vedere esponenti politici che arrivano a richiamare simboli e linguaggi che pensavamo appartenessero al passato. La cultura del rispetto, della parità e della democrazia non può essere messa in discussione né banalizzata. Sono i valori della nostra Costituzione, quella Carta che Vannacci continua negare sia antifascista. Il Generale vuole riportarci indietro. Non glielo permetteremo“.Il deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, si scaglia anche su Giorgia Meloni, che “ha trovato il tempo per attaccare su X una fiera dell’editoria che chiede agli espositori di sottoscrivere i valori antifascisti della nostra Costituzione. Ha parlato di censura. Ma le chiedo: perché non condanna neanche le parole di Vannacci che oggi ha dichiarato che il femminicidio non esiste? Cosa pensa del deputato Furgiuele che all’assemblea costituente di Futuro Nazionale ha salutato la platea chiamandola ‘camerati’? Ha qualcosa da dire? O il suo impegno per la libertà vale solo quando si tratta di attaccare l’antifascismo?”. Per Bonelli, “Meloni sa che alle prossime elezioni avrà bisogno dei voti di Vannacci e dell’estrema destra. E per non perderli è disposta a tutto: a tacere sugli slogan neofascisti e razzisti del corteo sulla remigrazione di ieri, a tacere sui ‘camerati’ in sala, a tacere su chi nega il femminicidio. Giorgia Meloni alza la voce solo contro chi chiede il rispetto della Costituzione. Questa è una chiara scelta di campo. La presidente del Consiglio sta scegliendo da che parte stare, e lo sta facendo in modo sempre più esplicito e inquirente. Il silenzio colpevole della presidente del Consiglio è uno schiaffo a tutta Italia“.Un appello al centrodestra lo lancia la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando. “Le gravissime parole di Vannacci sul reato di femminicidio dimostrano che anche gli avanzamenti più importanti non vanno mai dati per acquisiti. Esiste sempre la possibilità che arrivi qualcuno a metterli in discussione. Non lo permetteremo e ci aspettiamo di trovare accanto a noi in questo no netto e chiaro all’oscurantismo anche le forze di centrodestra che hanno voluto e votato una legge importante”, ha dichiarato.Bongiorno (Lega): “Vannacci? Spero non abbia nostalgia per delitto d’onore”Dalla maggioranza di governo sono arrivate alcune prese di posizione che non lasciano spazio a dubbi. Tra i primi a esporsi, la leghista Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia del Senato. “Il punto non è che la morte di una donna ‘pesa’ più di quella di un uomo, ma la gravità della spinta che porta a uccidere una donna per odio o disprezzo, ritenendola un essere inferiore. Ecco perché la critica del leader di Futuro nazionale è totalmente fuorviante. Spero non ci sia nostalgia per il reato previsto fino al 1981, quando venivano concesse attenuanti a chi uccideva una donna per causa d’onore”, ha commentato.Campione (FdI): “Vannacci sbaglia, è reato specifico”L’unica voce arrivata da Fratelli d’Italia è quella della senatrice Susanna Donatella Campione, componente della Commissione Giustizia del Senato. “Il punto è riconoscere la specificità di quei delitti che maturano nell’odio, nel possesso o nel disprezzo nei confronti delle donne. Per questo sostenere che il femminicidio sia ‘un omicidio come tutti gli altri’ è una lettura fuorviante”, ha affermato. “La frequenza con la quale gli uomini uccidono le donne è diventata tale da indurre il legislatore a introdurre nell’ordinamento una fattispecie specifica. Non per creare vittime di serie A e di serie B, ma per contrastare un fenomeno che presenta caratteristiche proprie e che richiede strumenti adeguati. Mi chiedo infine se le donne che militano nel movimento di Vannacci condividano davvero questa impostazione. Sarebbe interessante sapere se ritengano anche loro che il femminicidio sia semplicemente un omicidio come un altro”. Gelmini e Carfagna (Nm): “Visione arretrata e distante da realtà. Raglio di un asino non cancella battaglia di civiltà”Dal centrodestra si fanno sentire anche Mariastella Gelmini e Mara Carfagna di Noi Moderati. “Le dichiarazioni di Vannacci sono gravissime. Giulia Cecchettin, Ilaria Sula, Luciana Ronchi e tante altre non sono nomi astratti né casi isolati: sono donne che hanno perso la vita per mano di un uomo. Negare l’esistenza del femminicidio significa ignorare una violenza che colpisce le donne proprio in quanto donne. Significa voltare le spalle alle vittime, alle loro famiglie e a tutte le persone che ogni giorno si impegnano per contrastare questa piaga”, ha detto Gelmini. “Vannacci, ancora una volta, dimostra una visione arretrata e distante dalla realtà. Questa è una battaglia che non ha colore politico; l’introduzione del reato di femminicidio nel nostro ordinamento ha permesso al Paese di fare un ulteriore passo in avanti e, al contempo, di dare un segnale importante alle donne. Chi pensa di legittimare queste parole, di minimizzare questi fenomeni o di far fare al Paese un passo indietro commette un errore. L’Italia ha bisogno di più consapevolezza e impegno contro ogni forma di violenza, non di negazionismi che alimentano indifferenza e divisioni”.Le ha fatto eco la segretaria di Nm, Mara Carfagna. “Conosciamo il gioco di Vannacci e non cadremo nelle sue provocazioni argomentando la nostra contrarietà alle sue squallide affermazioni sul femminicidio, che offendono innanzitutto la memoria di centinaia di donne uccise da una cultura retrograda e sessista. Gli diciamo solo di rassegnarsi: il reato di femminicidio esiste e non sarà certo lui a cancellarlo dal codice penale. Magari il generale è abituato a comandare in caserma, ma in democrazia bisogna fare i conti con l’opinione dei cittadini e delle cittadine: le italiane non consentiranno passi indietro nel contrasto alla violenza di genere e al sessismo. Il raglio di un asino non cancellerà una battaglia di civiltà”, ha chiuso Carfagna.La posizione delle associazioni che si occupano di violenza sulle donneD.i.Re: “Vannacci? Deriva fascista è maledizione per la libertà delle donne”Oltre a quella politica, non è mancata la reazione delle associazioni che da sempre sostengono le donne vittime di violenza. “Dopo decenni passati a spiegare la natura della violenza maschile alle donne, dobbiamo ancora leggere dichiarazioni come questa“, ha commentato Cristina Carelli, presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. “Vannacci è ovviamente libero di pensare quello che vuole. La questione che ci preoccupa è che una fetta della società ascolta le sue parole e le fa proprie. La deriva fascista della società, pericolosa per le libertà di tutte e tutti, è una vera maledizione per la libertà delle donne, per il contrasto alla violenza e per un futuro in cui i diritti siano effettivamente rispettosi delle differenze”.“A Vannacci proviamo a spiegarlo nuovamente. Definire femminicidio l’uccisione di una donna motivata dal suo essere donna non significa attribuire un valore diverso alla vita delle vittime, né creare gerarchie nel dolore. Significa, al contrario, riconoscere una specifica matrice culturale e sociale della violenza di genere, individuata da studi, organismi internazionali e istituzioni come un fenomeno distinto che richiede strumenti di prevenzione e contrasto adeguati. Nominare un fenomeno significa renderlo vero, comprenderne le cause e assumersi la responsabilità di affrontarlo. Per questo la scelta di utilizzare il termine femminicidio rappresenta una decisione politica consapevole: riconoscere che esiste una violenza che colpisce le donne proprio in quanto donne e che tale violenza affonda le proprie radici in rapporti di potere, discriminazioni e stereotipi ancora presenti nella nostra società”, ha aggiunto Carelli. “Negare l’importanza di questa definizione significa oscurare la natura del fenomeno e indebolire il percorso culturale che negli ultimi anni ha contribuito a portare nel dibattito pubblico e politico una violenza per anni chiusa nel privato”.La vicepresidente di Una Nessuna Centomila: “Vannacci nega le disuguaglianze”Ai microfoni di LaPresse è intervenuta Lella Palladino, sociologa, attivista della cooperativa sociale Eva, presente da quasi 30 anni in Campania con i suoi centri antiviolenza e case rifugio, e fondatrice e vicepresidente dalla Fondazione Una Nessuna Centomila.“Non è solo il superficiale disconoscimento del reato di femminicidio in nome di una nominale parità tra uomini e donne – che qualsiasi fotografia statistica dell’Italia nega da decenni –, ma è l’intero impianto politico delle proposte di Vannacci che deve preoccuparci, come donne, come cittadine, come persone che hanno a cuore la democrazia disegnata dalla Costituzione, che l’Italia si è data dopo lo storico voto del 2 giugno di 80 anni fa”, ha sostenuto Palladino. “Tutte le sue proposte negano che nella società esistano disuguaglianze e dinamiche di potere che consentono di fatto a chi sta in posizioni dominanti di occupare sempre maggiore spazio”, ha continuato Palladino, “e che queste dinamiche di potere si muovono lungo le linee del genere, della classe e del colore della pelle. Negando queste realtà, il programma di Vannacci vuole ristabilire i privilegi della cultura patriarcale, che non solo il femminismo degli ultimi decenni ha messo in crisi, ma che la stessa Costituzione italiana ha indicato come orizzonte da superare. Vannacci però”, ha terminato Palladino, “può stare certo di trovare migliaia di donne, di cittadine e di cittadini pronte e pronti a rispedire al mittente qualsiasi tentativo di riportare l’Italia indietro di decenni”.Questo articolo Vannacci nega il femminicidio, indignazione per le parole “agghiaccianti” del generale proviene da LaPresse