Russia. Mosca accelera in Africa: il vertice di ottobre come sfida all’Occidente

Wait 5 sec.

di Giuseppe Gagliano – La Russia intensifica la propria offensiva diplomatica in Africa in vista del terzo vertice Russia-Africa, in programma a Mosca il 28 e 29 ottobre 2026. Per il Cremlino non si tratta soltanto di consolidare rapporti bilaterali, ma di trasformare il continente africano in uno dei pilastri della sua strategia globale mentre il confronto con l’Occidente assume caratteri sempre più strutturali.L’incontro tra il ministro degli Esteri Sergej Lavrov e Bankole Adeoye, commissario dell’Unione africana per gli Affari politici, la pace e la sicurezza, conferma questa linea. Mosca punta infatti a rafforzare non solo i legami con singoli Stati africani, ma anche il dialogo con l’Unione africana come organismo continentale, rafforzando la propria immagine di attore globale nonostante le sanzioni occidentali.In questo quadro assume particolare importanza l’ipotesi di aprire una rappresentanza dell’Unione africana a Mosca. Una scelta che avrebbe un forte valore simbolico e politico, collocando la capitale russa tra i principali centri della diplomazia africana al di fuori del continente.Dopo l’inizio della guerra in Ucraina, molti Paesi africani hanno evitato di allinearsi completamente alle posizioni occidentali. Mosca ha sfruttato questa autonomia richiamando il sostegno sovietico ai movimenti anticoloniali, la cooperazione militare e il principio della sovranità nazionale. Un messaggio che trova ascolto presso governi spesso diffidenti verso le condizioni politiche richieste da Europa e Stati Uniti in cambio di aiuti e assistenza.Il principale strumento dell’influenza russa resta tuttavia la sicurezza. Pur disponendo di risorse finanziarie inferiori rispetto a Cina, Stati Uniti e Unione Europea, la Russia offre addestramento militare, armamenti, intelligence e supporto nella lotta contro terrorismo e insurrezioni. Nel Sahel questa strategia ha favorito l’avvicinamento di Mali, Burkina Faso e Niger, che hanno progressivamente ridotto la cooperazione con la Francia e altri partner occidentali.Accanto alla dimensione militare, Mosca mantiene una presenza significativa in settori come energia nucleare civile, fertilizzanti, cereali, industria mineraria e armamenti. In particolare, le esportazioni di grano e fertilizzanti rappresentano strumenti diplomatici importanti in un continente dove la sicurezza alimentare resta una priorità.Le materie prime costituiscono un altro elemento centrale dell’interesse russo. Oro, uranio, litio, manganese, diamanti, terre rare e idrocarburi sono risorse strategiche per l’industria, la transizione energetica e la competizione tecnologica globale. Per Mosca, l’Africa rappresenta quindi non solo un mercato, ma anche una fonte di approvvigionamento essenziale.Il rafforzamento dei rapporti con l’Unione africana risponde inoltre a un’esigenza politica. Il sostegno o anche soltanto la neutralità dei Paesi africani nelle sedi multilaterali, a partire dalle Nazioni Unite, rappresenta una risorsa preziosa per la diplomazia russa nei dossier relativi all’Ucraina, alle sanzioni internazionali e alla riforma delle istituzioni globali.L’avanzata russa avviene in un contesto di crescente competizione tra le grandi potenze. La Francia ha visto ridursi la propria influenza soprattutto nel Sahel, mentre l’Unione Europea fatica a proporre una strategia unitaria. Gli Stati Uniti restano un attore fondamentale, ma spesso interpretano il continente attraverso la lente della rivalità con Mosca e Pechino. La Cina, dal canto suo, mantiene il primato economico grazie ai grandi investimenti infrastrutturali.In questo scenario la Russia si propone come una potenza politica e militare capace di sfruttare le opportunità create dalle difficoltà occidentali. Il vertice di ottobre sarà quindi un importante banco di prova per misurare il livello di partecipazione africana, la consistenza degli accordi che verranno firmati e la capacità di Mosca di confermare il proprio ruolo internazionale nonostante il conflitto in Ucraina.Per il Cremlino, l’Africa è ormai molto più di un partner regionale. È una piattaforma diplomatica, economica e strategica attraverso cui contrastare la pressione occidentale e costruire nuove reti di influenza. La sfida per Mosca sarà trasformare questa presenza crescente in relazioni economiche durature, mentre i Paesi africani cercheranno di sfruttare la competizione tra le grandi potenze per rafforzare la propria autonomia e il proprio peso internazionale.