AGI - Il pm di Torino Emilio Gatti ha chiesto la condanna all'ergastolo per gli ex capi storici delle Brigate Rosse Renato Curcio e Mario Moretti e 21 anni per l'allora militante Lauro Azzolini nel processo per l'omicidio del carabiniere Giovanni D'Alfonso nella sparatoria alla Cascina Spiotta del 5 giugno 1975. Lo riferisce all'AGI l'avvocato di parte civile Nicola Brigida.Il concorso morale dei leader e la confessione di AzzoliniIl pm ha chiesto l'ergastolo per Moretti e Curcio accusati di concorso morale all'omicidio di cui materialmente viene ritenuto responsabile Azzolini che ha confessato durante il processo. Per questo la richiesta di pena è meno pesante per lui, al quale sono state riconosciute le aggravanti equivalenti alle attenuanti generiche, mentre ai due ex leader delle Brigate Rosse non è stata riconosciuta nessuna attenuante. A chiedere la riapertura dell'inchiesta era stato Bruno D'Alfonso, il figlio della vittima, che aveva presentato un esposto con nuovi spunti investigativi, assistito dagli avvocati Nicola Brigida e Guido Salvini. Lo scontro a fuoco tra carabinieri e Br avvenne nel contesto del rapimento dell'imprenditore Vittorio Vallarino Gancia da parte dei brigatisti. Oltre all'appuntato dell'Arma perse la vita anche Mara Cagol, l'ex moglie di Curcio. Secondo i pm Ciro Santoriello ed Emilio Gatti, che hanno coordinato le indagini del Ros, a sparare sarebbe stato Azzolini che poi sarebbe fuggito dalla Spiotta.La drammatica ammissione in aula"A Cascina Spiotta io c'ero - disse Azzolini davanti alla Corte d'Assise di Alessandria nell'udienza del 12 marzo 2025 -. C'ero in quel minuto breve di 50 anni fa quando tutto precipitò, un inferno che ancora oggi mi costa un tremendo sforzo emotivo rivivere, al termine del quale sono morte due persone che non avrebbero dovuto morire, il padre di Bruno D'Alfonso e Mara. Mara, una donna eccezionale, una compagna generosa, e la morte di una persona cara è un dolore incancellabile che ti porti dentro per tutta la vita, per tutti e senza distinzioni. Lei era morta distesa su quel prato dove l'avevo lasciata viva e il dolore mi ha attraversato il sangue come una lama".