Nell’ultima indagine aperta sul campione di ciclismo Marco Pantani, morto il 14 febbraio 2024 all’età di 34 anni, nessuno “ha colto l’occasione per dare un qualsiasi contributo”. E’ quanto sostiene la pm della Dda di Trento Patrizia Foiera, motivando la richiesta di archiviazione per l’indagine, con tre indagati, relativa alla presunta “associazione a delinquere di stampo mafioso riconducibile al decesso di Marco Pantani”, di cui LaPresse ha preso visione.Pm Trento: “Da nessuno il sentore che Pantani fosse obiettivo della camorra”“Nessun componente del team Mercatone Uno sul campo, e non da notizie giornalistiche, ha mai avuto sentore che il suo campione di massimo valore sportivo ed economico fosse l’obiettivo della camorra napoletana e nessuno, nell’attualità, ha colto l’occasione per dare un qualsiasi contributo probatorio né per documentare quale attività istruttoria interna fosse stata fatta e a quali risultati avesse portato se la convinzione di Marco Pantani su quanto era successo a Madonna di Campiglio si concentrava su queste parole ‘Mi hanno tradito’ e ‘Mi hanno fregato’ con ipotesi di ‘complotto'”, ha scritto la magistrata motivando la richiesta di archiviazione. Sotto la lente della procura, l‘ombra della camorra che sarebbe intervenuta per negare la vittoria del campione romagnolo al Giro d’Italia del 1999. La mattina del 5 giugno di 26 anni fa, a Madonna di Campiglio, quando il ‘Pirata’ era saldamente al comando della classifica un controllo ematico lo escluse dalla corsa. “Si giunge alla richiesta di archiviazione non senza evidenziare che ha giocato contro senz’altro il lungo tempo trascorso e la scomparsa di protagonisti di primo piano dell’epoca, i quali avrebbero potuto illuminare questa nuova lente investigativa”, evidenzia l’autorità giudiziaria.Testimone: “Test a Madonna di Campiglio chiesti all’improvviso senza ragione”Nella richiesta di archiviazione si legge inoltre che “l’accertamento di Madonna di Campiglio, diversamente da quanto taluni hanno inteso affermare, verosimilmente è stato fatto a sorpresa rispetto alla nota prassi”. La mattina del 5 giugno di 26 anni fa, a Madonna di Campiglio, quando il ‘Pirata’ era saldamente al comando della classifica un controllo ematico lo escluse dalla corsa. “Un ispettore di cui non ricordo il nome ci comunicò all’improvviso che avremmo dovuto organizzare una equipe per il controllo nella tappa di Madonna di Campiglio – ha riferito una persona informata sui fatti. Questo ispettore ci disse solo che avremmo dovuto organizzare un altro controllo. Non ci disse le ragioni ma ci chiese di mantenere il massimo riserbo. Una richiesta che, per quanto ne so io, non era mai stata avanzata”. Pm Trento: “Con lui ritorno economico ciclismo pari al calcio” “Marco Pantani con le sue strabilianti prestazioni ciclistiche aveva fatto appassionare milioni di persone, sino ad allora indifferenti al ciclismo, con un ritorno economico tanto quanto l’altro sport più seguito in Italia, il calcio”, scrive ancora la pm della Dda di Trento, Patrizia Foiera. “La sua stella nasceva in quegli anni nei quali se da un lato gli inquirenti indagavano nel mondo sportivo sulla diffusione dell’uso di sostanze cosiddette dopanti, dall’altro gli organismi sportivi nazionali e internazionali anziché associarsi in una linea comune di tutela della salute degli sportivi e dello sport, intralciandosi a vicenda, avevano inteso combattere il fenomeno con la duplicazione dei controlli, peccando anche per una certa approssimazione operativa in termini di modalità, criteri, tempistica dando così luogo a un clima incandescente di ribellioni, singole o corali”, evidenzia Foiera sottolineando che “Pantani, forte delle sue vittorie, era investito dai compagni e dello stesso team della Mercatone Uno, egli solo, di una sorta di leader della ‘rivolta’”.Questo articolo Caso Pantani, pm chiede archiviazione: “Nessuno ha colto l’occasione per dare un contributo alle indagini” proviene da LaPresse