La Corte d’appello di Roma ha condannato a sei anni e mezzo di reclusione Patrizio Ranieri, 25 anni, riconoscendo anche l’aggravante della violenza sessuale di gruppo e la minorata difesa della vittima nel processo per lo stupro di Primavalle, avvenuto la notte di Capodanno del 2020 ai danni di una ragazza minorenne. I giudici della terza sezione hanno così accolto le richieste della Procura generale, ribaltando in parte il verdetto di primo grado che non aveva riconosciuto l’aggravante contestata dall’accusa.La sentenza di primo grado era stata impugnata sia dalla procura della Repubblica di Roma sia dalla difesa dell’imputato. Con Ranieri erano imputati anche altri due ragazzi davanti al Tribunale per i minorenni, mentre un quarto giovane maggiorenne procede con un fascicolo separato. Una sentenza che ha scontentato tutti: la Procura generale che aveva sollecitato una condanna più pesante, la parte civile che si era associata alle richieste della pubblica accusa e la difesa dell’imputato, l’avvocato Valentina Bongiovanni, che ne aveva chiesto l’assoluzione.La ricostruzione dei fatti e la nuova sentenzaI fatti risalgono alla notte del 31 dicembre 2020, in una villa affittata per il veglione nel quartiere romano di Primavalle. Secondo l’accusa, la sedicenne sarebbe stata fatta bere e assumere droga prima degli abusi sessuali compiuti da più ragazzi. La giovane denunciò quanto accaduto il 2 gennaio 2021 ai carabinieri della stazione La Storta, facendo partire un’indagine complessa, segnata – secondo gli investigatori – da reticenze e omertà da parte di alcuni testimoni presenti alla festa. Dopo mesi di accertamenti, nel gennaio 2022 il gip di Roma emise tre misure cautelari: due arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria con obbligo di dimora nella Capitale.Nel corso della requisitoria in appello, la procuratrice generale Maria Letizia Golfieri ha usato parole durissime per descrivere quanto avvenuto. “Hanno trattato la vittima come una bambola di pezza”, ha affermato davanti ai giudici della III sezione, chiedendo di accogliere il ricorso della Procura e respingere quello della difesa. “Il ragazzo era maggiorenne e non ha avuto il minimo di pietà, ha approfittato della fiducia della giovane. La sentenza impugnata sembra scritta nel 1960“, ha aggiunto la magistrata. I giudici hanno infine riconosciuto la fondatezza delle contestazioni avanzate dalla pubblica accusa, aggravando la posizione dell’imputato rispetto al primo grado. La difesa di Ranieri, rappresentata dall’avvocato Valentina Bongiovanni, attenderà ora il deposito delle motivazioni della sentenza per valutare un eventuale ricorso in Cassazione.Questo articolo Stupro di Capodanno, Corte d’Appello aumenta la pena per Ranieri e riconosce la violenza di gruppo proviene da LaPresse