“Alex di Amici mi manderebbe a cag**are, senza ascoltare. Nelle relazioni provo a non perdermi, ma poi ‘bum’ salta tutto. Nei momenti down respiro, scrivo e vado avanti”: parla Alex Wyse

Wait 5 sec.

Cè un suono un po’ squisitamente retrò nella produzione, chi ha amato i primi anni 2000 non verrà deluso, ma in “Dicono che tutte le cose belle poi finiscono”, Alex Wyse si racconta come non mai. Il “batticuore” in una relazione, la fine e l’inizio, non il “durante” forse più banale, poi il cantautore ha ammesso di fare sempre lo stesso in amore, e ancora “Amici di Maria De Filippi”, il Festival di Sanremo nel girone Giovani, sempre con un imperativo: “Non importa come vanno i numeri, ma bisogna sempre ricominciare da capo”.Perché “Dicono che tutte le cose belle poi finiscono”?Non parlo mai di ciò che accade durante una convivenza o una relazione, parto dall’inizio di tutto e dalla fine e da quello che un po’ ti rimane. È un po’ un cane che si morde la coda, il volersi comunque godere qualsiasi momento indipendentemente dal sapere se finisce o se sarà per sempreIn “Batticuore” punti il dito sulle cose che vanno velocemente, come mai?
Nasce da un punto di osservazione sulla mia generazione, le cose che viviamo giornalmente e a quanto tutto possa essere veloce, quando tutto finisce. Si parla di amore veloce quando non per forza deve avere un’importanza gigantesca. Gli amori possono anche essere superficiali, a volte. Ed è po’ anche questa la la bellezza della vita: capire e decidere anche quando vuoi che qualcosa sia più profondo e quando invece preferisci che resti in superficie.Qual è il ritratto della tua generazione?Siamo sicuramente una generazione iperconnessa con un gran senso solitudine. Io vivo la solitudine come uno spazio per pensare, capirmi di più. Ma sono consapevole del fatto che viviamo tutto su Internet, che vediamo tutto, sappiamo tutto di tutti e abbiamo un’opinione su qualsiasi cosa. Tante volte vanno a scemare un po’ i rapporti umani, altre volte ci comportiamo quasi a seconda di come i social ci vedono. Basta un mezza frase e ci stanchiamo subito della conversazione che stiamo avendo con gli altri. Anche questo è un po’ uno specchio riflesso dei social. Inevitabilmente così si perdono le piccole cose della vita.E a te succede?Anch’io mi faccio un po’ imbambolare da tutto, però in quei momenti di solitudine cerco di rivedere le piccole cose che mi sono passate davanti e magari nel momento stesso non me ne sono neanche accorto. Poi ne nasce una canzone da questa riflessione, chi lo sa.Hai mai avuto momenti down?Ancora prima di diventare popolare, ho sempre cercato di volermi bene, di analizzarmi. Quando ci sono stati dei momenti di down ho cercato di respirare per ripartire da zero. Penso che chi ha a che fare con le canzoni per esprimersi possa rinascere altre 100.000 volte indipendentemente da quello che succedeQual è il tuo bilancio dopo la partecipazione a Sanremo Giovani 2024?Ci credevo sicuramente (a vincere è stato Settembre, ndr) ed è stata diciamo l’esperienza in sé è stata bellissima perché comunque sono anche stato orgoglioso di portare un brano come Rockstar sopra sopra il palco che parla di libertà e in realtà come per Amici, cioè l’ho presa come come quella che è cioè accettare quello che succede indipendentemente da tutto. Sono contento di essere arrivato sul palco dell’Ariston ed essere arrivato fino a lì e aver fatto praticamente tutti gli step.Cosa ne pensi di Delia di X Factor che ha cambiato la parola “partigiano” in “essere umano” per “Bella Ciao”?Secondo me, cambiare una parola come partigiano è molto rischioso sotto tanti punti di vista. Però quando si cambia una parola della canzone, bisognerebbe anche capire la motivazione che la persona, in questo Delia, voleva dare e non soltanto la nostra libera interpretazione, perché appunto quella persona magari l’ha detto per una motivazione anche logica e anche bellissima. Però nel momento che ci si rivolge al grande pubblico, le persone – non tutte – vanno a documentarsi.Che cosa hai capito oggi delle relazioni?Niente. Assolutamente niente (ride, ndr). Ho capito che siamo tutti completamente diversi è una cosa anche che comunque mi affascina. Ho capito che bisogna tentare finché non trovi la persona effettivamente giusta e che devi dedicare del tempo a te stesso più di quanto vorresti. E di perdersi all’interno delle relazioni, quest’ultima è forse tra le cose più importanti.E hai imparato?Lo spero anche perché in realtà, quando pensi di averlo imparato ecco che ‘bum’ succede qualcosa, scoppiano le emozioni che ti fanno dimenticare qualsiasi altra cosa.Cosa diresti all’Alex che ha fatto “Amici”?Sicuramente lui mi manderebbe a cagare (ride, ndr).Perché?Perché avevo il mood del ‘non mi dite niente, io faccio questo, non mi interessa, io scrivo per i cavoli miei. canto per i cavoli miei, non mi interessa niente’. Quindi se arrivassi e gli consigliassi di fare più attenzione mi direbbe: ‘senti, stai zitto vai via’.Cosa ti ha insegnato Amici?A stare su un palcoscenico e a cantare le mie canzoni, perché prima di allora zero, non lo avevo mai fatto. Neanche mia mamma aveva mai sentito una mia canzone. Quindi era passare proprio da un estremo all’altro, anche come relazionarmi con gli altri, grazie alla convivenza in casetta. Sono stato sempre un tipo solitario, quindi è stato come affacciarmi al mondo e alle collaborazioni.L'articolo “Alex di Amici mi manderebbe a cag**are, senza ascoltare. Nelle relazioni provo a non perdermi, ma poi ‘bum’ salta tutto. Nei momenti down respiro, scrivo e vado avanti”: parla Alex Wyse proviene da Il Fatto Quotidiano.