La Procura di Pavia ha messo in fila 21 elementi che, secondo gli inquirenti, andrebbero a comporre il quadro accusatorio nei confronti di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. Una ricostruzione investigativa ampia, che spazia dalle telefonate effettuate nei giorni precedenti al delitto fino al Dna sotto le unghie della vittima, passando per l’impronta palmare 33, i “soliloqui” registrati in auto e il presunto movente legato a un interesse non corrisposto per Chiara.La difesa dell’indagato non ha ancora risposto in maniera sistematica ai 21 punti elencati oggi dai pm, anche perché la ricostruzione complessiva emerge solo ora dagli atti. Tuttavia, negli ultimi mesi gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti hanno già avanzato diverse controdeduzioni sui principali temi investigativi riemersi nell’inchiesta. Vediamo quali.Il Dna sotto le unghie: “Compatibilità non significa identificazione”Uno dei pilastri dell’accusa è il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, che per la Procura sarebbe compatibile con Andrea Sempio e incompatibile con Alberto Stasi. La difesa ha però contestato il significato attribuito a quella traccia genetica. I legali sostengono che non esista una identificazione certa e che si parli soltanto di compatibilità con la linea maschile della famiglia Sempio. Inoltre, ricordano che Andrea frequentava abitualmente casa Poggi e utilizzava anche il computer della famiglia, circostanza che potrebbe spiegare un eventuale trasferimento indiretto del materiale biologico. Secondo la linea difensiva, dunque, quella traccia non rappresenterebbe automaticamente una prova della presenza dell’indagato durante l’aggressione.L’impronta palmare 33 “non è la pistola fumante”Altro elemento centrale per i pm è l’impronta palmare numero 33 trovata sulla parete delle scale della villetta di Garlasco. Gli investigatori sostengono che le misure antropometriche siano compatibili con Sempio e che la traccia non sia stata lasciata semplicemente dal sudore. La difesa, pur senza entrare ancora nel dettaglio tecnico della consulenza, ha fatto sapere che l’impronta verrà contestata nel merito qualora si arrivi a un eventuale dibattimento. I legali hanno più volte lasciato intendere di non considerare quell’elemento una prova definitiva o risolutiva. Angela Taccia si è spinta a dichiarare che tale impronta non rappresenta alcuna “pistola fumante”.I “soliloqui” in auto? “Frasi decontestualizzate”Tra i passaggi più discussi dell’inchiesta ci sono gli audio registrati tramite una microspia installata nell’auto dell’indagato. Secondo la Procura, quei “soliloqui” conterrebbero riferimenti al delitto, ai video intimi di Chiara Poggi e persino ammissioni indirette. La difesa respinge però questa interpretazione. L’avvocato Cataliotti ha sostenuto che le frasi siano state estrapolate dal loro contesto e che Sempio non stesse confessando nulla. In alcuni casi, secondo i legali, l’indagato starebbe semplicemente commentando podcast, trasmissioni o ricostruzioni giornalistiche sul caso Garlasco. Su un altro passaggio relativo al sangue, la difesa sostiene invece che Sempio stesse ripetendo contenuti legati ai verbali e agli interrogatori di Alberto Stasi, non facendo riferimenti diretti a se stesso.Sempio e i video intimi, Taccia: “Non li ha mai visti”I pm ipotizzano che Sempio avesse nella propria disponibilità video intimi riguardanti Chiara Poggi e Alberto Stasi, elemento che secondo gli investigatori si collegherebbe al presunto movente. Angela Taccia ha però smentito pubblicamente questa ricostruzione, affermando che Andrea Sempio non avrebbe mai visto quei filmati. La legale ha anche precisato che durante gli interrogatori alla difesa non sarebbero stati fatti ascoltare audio completi, ma soltanto contestate trascrizioni e contenuti riassuntivi.Le telefonate a casa Poggi e il presunto approccioLa Procura interpreta le tre telefonate effettuate il 7 e l’8 agosto 2007 come un tentativo di approccio diretto a Chiara Poggi. Gli investigatori sostengono che Sempio sapesse già che Marco Poggi era partito e che quindi non stesse realmente cercando l’amico. La difesa, invece, continua a sostenere la versione originaria dell’indagato: quelle chiamate sarebbero state tentativi di contattare Marco e il fatto di aver utilizzato il telefono fisso invece del cellulare sarebbe stato un errore o comunque un gesto privo di significati ulteriori.Lo scontrino e gli appunti gettati nella spazzaturaGli inquirenti ritengono che l’alibi dello scontrino di Vigevano non regga e sostengono che Sempio avrebbe avuto il tempo materiale per raggiungere Garlasco, commettere il delitto e allontanarsi. Su questo fronte la difesa continua invece a contestare la lettura investigativa dei dati telefonici e delle celle, sottolineando come le tecnologie del 2007 non consentissero localizzazioni precise come quelle odierne. Tra gli elementi richiamati dalla Procura compare anche il foglio che Sempio avrebbe buttato nella spazzatura nel febbraio 2025 e che, secondo gli investigatori, sarebbe collegato all’omicidio. La versione dell’indagato, rilanciata anche pubblicamente nei giorni scorsi, è completamente diversa: si sarebbe trattato di una semplice scaletta utilizzata per uno spettacolo o per preparare un audio destinato a Gianluigi Nuzzi. Il quale avrebbe confermato questa ricostruzione.Il profilo psicologico contestato dalla difesa: “Si vuole creare un mostro”Infine, i pm descrivono Sempio come una persona “ossessionata dal sesso violento” e “irrispettosa della dimensione femminile”. In passato i legali di Sempio hanno giocato d’anticipo, denunciando il tentativo di “mostrificazione” del loro assistito e sostenendo che gli elementi personali utilizzati dall’accusa siano stati estrapolati dal loro contesto o riferiti a vicende completamente diverse dal rapporto con Chiara Poggi.L'articolo Il dna, lo scontrino, i soliloqui. Garlasco: cosa replica la difesa di Sempio alle 21 accuse della Procura proviene da Nicolaporro.it.