Marco Pantani è stato sostanzialmente “abbandonato” e “tradito” dalle persone di cui si fidava. È la riflessione espressa a LaPresse dagli avvocati Alberto e Fiorenzo Alessi, legali di Tonina e Paolo Pantani, genitori del campione del ciclismo.“Se si considera, come scrive la Procura di Trento all’esito di un diligente e scrupoloso lavoro investigativo, che dopo Madonna di Campiglio Marco Pantani fu lasciato solo non unicamente dalle istituzioni del ciclismo, ma dall’apparato della sua stessa società che invece avrebbe dovuto adeguatamente tutelarlo come uomo e patrimonio sportivo ed economico”, dicono i legali in relazione alla richiesta di archiviazione depositata dalla pm Patrizia Foiera per l’indagine relativa alla presunta associazione a delinquere di stampo mafioso riconducibile al decesso del ciclista, “e si ha riguardo al fatto, rilevato e per certi versi stigmatizzato nelle proprie determinazioni dal pm di Trento, che anche nel corso delle ultime indagini nessuno di coloro che rivestivano soprattutto ruoli dirigenziali e operativi nel team d’appartenenza ha inteso fornire un qualsiasi contributo o elemento probatorio, deve concludersi che Marco Pantani sia stato abbandonato alla solitudine, e sostanzialmente tradito, da persone in cui riponeva fiducia, sentimento vitale per lui, come la riconoscenza e l’amicizia, merce rara in quell’ambiente dove si verificarono i fatti che, poi, ne determinarono la morte”.Questo articolo Caso Pantani, i legali dei genitori: “Abbandonato dalle persone di cui si fidava” proviene da LaPresse