Qui al bar avremmo preferito aprire la mattinata con cornetti, brioches, bombe alla crema. E invece ci tocca parlare di intestini in subbuglio. Come quelli degli oltre 1.700 passeggeri di una nave da crociera arrivata a Bordeaux, sulla quale si starebbe diffondendo un pericoloso agente patogeno capace, appunto, di provocare la cacarella. Ora, noi non vogliamo minimizzare: per colpa di questa sindrome, un uomo di 90 anni è morto a bordo. Diciamo però che, a quella veneranda età, molti disturbi lievi possono rivelarsi fatali.Non significa che lo stesso morbo sia ugualmente minaccioso per individui più giovani e sani. Nondimeno, le autorità francesi hanno fatto scattare il protocollo della quarantena: tutti bloccati per il sospetto focolaio di Norovirus. Come il paziente inglese rinchiuso al Sacco di Milano; come gli altri contatti sospetti dell’epidemia – che non è un’epidemia – di Hantavirus, i quali, in Calabria e in Campania, sono stati sottoposti a ordinanze restrittive da parte dei sindaci, benché la circolare ministeriale, per ora, parli soltanto di quarantene fiduciarie e benché il responsabile del dicastero, Orazio Schillaci, esattamente come tutti gli altri esperti e tutti gli altri omologhi del mondo, ribadisca che non c’è nessun allarme.Così, il vero virus diventa la dissociazione tra parole e opere: tutti a dirci che non dobbiamo preoccuparci, nel momento in cui sbattono la gente in quarantena anche per la diarrea. O sanno qualcosa che noi non sappiamo, o è il caso che drizziamo le antenne. Perché un bel lockdown, con l’Europa che ci chiede di consumare meno per far fronte alla crisi energetica, adesso cascherebbe proprio a cecio…Il Barista, 14 maggioL'articolo Il lockdown della cacarella proviene da Nicolaporro.it.