Quale futuro per Milano? Sicurezza, diritti e nuove povertà al centro del confronto di Mi’mpegno a Futuro Direzione Nord

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Grande partecipazione e forte attenzione pubblica per il momento di confronto dedicato ai temi della sicurezza, delle nuove povertà, della solidarietà urbana e dei diritti all’interno di “Futuro Direzione Nord”, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline di Milano dal titolo “Prospettive in bilico” tenutasi l’11 maggio presso Assolombarda, che ha visto confrontarsi alcune fra le voci più significative del sociale, del volontariato, delle istituzioni e della riflessione civica milanese. Traiettorie Urbane di Mi’mpegno ha curato uno “speaker corner” dedicato alla domanda che oggi attraversa il dibattito cittadino “Quale Futuro per Milano?”Ferraro (Mi’mpegno): “Milano è una città vitale, crescono gli investimenti ma crescono anche le paure”Ad aprire il dibattito è stato Carmelo Ferraro, presidente di Mi’mpegno, che ha ricordato come il tema della trasformazione della città accompagni da anni il lavoro dell’associazione attraverso dibattiti, passeggiate urbane e iniziative di aggregazione e lavoro, anche attraverso il Laboratorio Società e Salute e Traiettorie Urbane.“Milano continua ad essere una città straordinariamente vitale-osserva Ferraro- ma oggi molti cittadini percepiscono una frattura crescente fra sviluppo crescente e e qualità della vita. Crescono investimenti, turismo, innovazione ma crescono anche paure, fragilità sociali, solitudini e difficoltà abitative. La vera sfida non è soltanto capire quanto Milano cresce, ma come cresce e soprattutto per chi cresce”. Ferraro sottolinea anche l’imprescindibile ruolo della società civile milanese. “Milano possiede ancora una forza enorme: la capacità di produrre reti, solidarietà, volontariato, partecipazione. E’ una città che continua a generare persone capaci di affrontare concretamente i problemi, invece di limitarsi a commentarli. Mi’mpegno, Milano Sospesa, i City Angels sono alcuni frutti di questa responsabilità civica, operosa, solidale di Milano”“Milano resta una città solidale, sempre pronta a rispondere alle richieste d’aiuto. Ma è anche una città dove i bisogni primari stanno crescendo e coinvolgono sempre più famiglie anche dei ceti medi. Casa, lavoro, sanità e perfino cibo sono ormai fra le richieste che sempre più associazioni ricevono quotidianamente”, ha dichiarato Ferraro.Furlan (City Angels): “Con 1500 euro al mese puoi vivere decorosamente in Calabria, ma non a Milano”Uno dei temi più discussi è stato quello della sicurezza urbana, affrontato da Mario Furlan, fondatore dei City Angels, che ha invitato a leggere il fenomeno senza semplificazioni. Secondo Furlan “la sicurezza a Milano non è un’emergenza degli ultimi tempi, ma un problema che dura da decenni”. Il vero nodo sarebbe piuttosto il costo crescente della vita urbana e la progressiva difficoltà per molte persone di continuare a vivere in città. “Con 1500 euro al mese puoi vivere decorosamente in Calabria, ma non a Milano”, ha osservato Furlan, collegando inoltre il tema della sicurezza alla crisi della società. “La mancanza di coesione sociale produce disagi e devianza”.Stassano (Milano Sospesa): “Fondamentale ricostruire relazioni e occasioni di solidarietà territoriale”Molto apprezzato anche l’intervento di Michela Stassano, anima dell’associazione Milano Sospesa, che ha riportato l’attenzione sul tema della solidarietà quotidiana e delle nuove fragilità urbane. Attraverso l’esperienza di Milano Sospesa, nata durante la pandemia e diventata negli anni una vera rete civica diffusa, Stassano ha raccontato una città che continua a mobilitarsi concretamente davanti alle difficoltà, spesso attraverso piccoli gesti quotidiani e reti spontanee di aiuto reciproco. Nel corso del confronto è emerso come le nuove povertà non riguardino più soltanto situazioni estreme di marginalità, ma coinvolgano sempre più persone sole, lavoratori precari, anziani e famiglie che fino a pochi anni fa si consideravano pienamente parte del ceto medio milanese.Stassano ha inoltre evidenziato il rischio di una città sempre più frammentata e veloce, dove la fatica economica e la solitudine rischiano di indebolire il senso di comunità. Proprio per questo, secondo la fondatrice di Milano Sospesa, diventa fondamentale ricostruire relazioni, prossimità e occasioni concrete di solidarietà territoriale.D’Amico: “Una grande città deve saper garantire inclusione e mobilità sociale”La costituzionalista Marilisa D’Amico ha invece richiamato l’attenzione sul fatto “il futuro di Milano debba continuare a costruirsi intorno ai diritti, all’uguaglianza e alla conoscenza. Una grande città europea non può misurarsi soltanto attraverso la crescita economica, ma anche attraverso la capacità di garantire inclusione, mobilità sociale, diritto alla salute e opportunità per le nuove generazioni, valorizzando il ruolo delle università, della ricerca e della formazione”La Professoressa D’Amico insiste che “Milano sia una città in cui Università, innovazione, impresa e cultura siamo sempre più connesse , creando opportunità per le nuove generazioni e rafforzando la mobilità sociale. É nei luoghi della formazione e della produzione del sapere che si costruisce il vero hub dei talenti”. “Le città possono ancora essere il primo laboratorio del cambiamento democratico e sociale. È Milano ha tutte le condizioni per continuare ad esserlo, tenendo insieme sviluppo, diritti e solidarietà.”Ferraro: “La vera sfida per Milano è crescere senza perdere l’anima civile e comunitaria”Per Traiettorie Urbane di Mi’mpegno, l’incontro ha rappresentato soprattutto l’occasione per rilanciare una riflessione più ampia sulla Milano contemporanea: una città ancora dinamica e vitale, ma attraversata da nuove fragilità sociali, economiche e culturali.“Milano – ha concluso Carmelo Ferraro – ha sempre avuto la forza di reagire alle trasformazioni e alle crisi. La vera sfida di oggi è capire se riuscirà a continuare a crescere senza perdere la propria anima civile e comunitaria. Il nostro augurio è che questo grande e concreto richiamo di oggi a: solidarietà, sicurezza, coesione sociale, periferie, povertà, giovani e diritti, diventi l’impegno di chi oggi sta cercando di costruire candidature a Sindaco di Milano o a cercare di dare una visione per questa splendida città”. “Perché Milano non ha bisogno semplicemente il presente. Ha bisogno di capire quale anima vuole conservare mentre continua a cambiare”.L'articolo Quale futuro per Milano? Sicurezza, diritti e nuove povertà al centro del confronto di Mi’mpegno a Futuro Direzione Nord proviene da Nicolaporro.it.