“Le richieste di rimborso manipolate dall’intelligenza artificiale hanno registrato un forte aumento, con gruppi organizzati che ora utilizzano questa tattica su larga scala per sopraffare le piattaforme di e-commerce”. È l’allarme lanciato dalla società di rilevamento delle frodi Forter, che inquadra un fenomeno che sta minando la sicurezza delle compravendite online. Al centro del mirino c’è Vinted, dove si sta diffondendo a macchia d’olio un meccanismo di frode basato sulla creazione di prove false tramite AI generativa.La dinamica della frodeIl modus operandi sfrutta uno dei pilastri dell’e-commerce “peer-to-peer”: la fiducia nelle prove fotografiche. Un truffatore acquista un articolo – spesso di valore, come dispositivi elettronici o capi di abbigliamento – e lo riceve in condizioni perfette. A quel punto, utilizzando software di AI generativa gratuiti o semplici prompt testuali, modifica le fotografie dell’oggetto per aggiungere difetti estetici inesistenti. Sullo schermo compaiono magicamente graffi su uno schermo, crepe su un vaso o strappi e macchie su una felpa, con un livello di fotorealismo tale da eludere sia i sistemi di revisione automatica sia gli operatori umani. L’acquirente invia queste immagini all’assistenza clienti aprendo una contestazione. Se la frode va a segno, il truffatore ottiene il rimborso totale pur trattenendo l’articolo sano, scaricando il danno sul venditore, che rischia anche penalizzazioni sul proprio account.Il caso su Reddit e l’ombra del mercato organizzatoA sollevare il velo sulla pratica è stato un utente del forum Reddit, il quale ha condiviso pubblicamente le foto di un soprammobile per il quale aveva ricevuto una richiesta di rimborso per “rottura”. Osservando i presunti danni, sono emerse chiare incongruenze: la forma della crepa mutava da uno scatto all’altro e alcuni elementi decorativi sparivano o si modificavano in base all’angolazione, tradendo l’artificio algoritmico. Contemporaneamente, un numero crescente di utenti in Polonia ha iniziato a denunciare dispute analoghe su articoli mai restituiti.Il quotidiano britannico The Guardian, citando recenti studi, ha evidenziato come i “deepfake” di immagini, audio e documenti operino ormai su “scala industriale”. La tecnologia ha di fatto azzerato le barriere all’ingresso per i truffatori: non servono più competenze avanzate di fotoritocco, basta un’applicazione. Come evidenziano gli esperti di cybersicurezza, l’intelligenza artificiale non inventa nuove truffe, ma rende quelle tradizionali estremamente più credibili e veloci da scalare, minacciando il concetto stesso di prova visiva. Oggi, sottolineano gli analisti, “vedere non basta più automaticamente a credere”.Come difendersi: i consigliDi fronte all’impossibilità di fidarsi di una semplice fotografia, i consigli per tutelarsi si stanno inasprendo. La documentazione preventiva rimane lo scudo migliore per chi vende. La regola aurea è filmare il prodotto integro da ogni angolazione con un video continuo che includa anche l’intero processo di imballaggio. Un filmato del genere risulta difficilmente contestabile in fase di disputa. Inoltre, in caso di segnalazioni sospette, è possibile chiedere all’acquirente di aprire il pacco in videochiamata o di inviare un video unboxing. Per smascherare le manipolazioni artificiali, gli esperti suggeriscono tecniche pratiche: far passare l’oggetto sotto una fonte di luce diretta o muovere rapidamente una mano vicino ad esso. I modelli generativi attuali faticano a calcolare in modo coerente i riflessi dinamici e le ombre in movimento, producendo aggiornamenti asincroni e i cosiddetti “glitch”, artefatti visivi che rivelano immediatamente la natura artificiale dell’immagine.L'articolo “Foto ritoccate con l’AI per simulare strappi, graffi, rotture e difetti così da ottenere il rimborso”: è allarme per la nuova truffa su Vinted proviene da Il Fatto Quotidiano.