Nell’articolo //invisibili.corriere.it/2026/05/11/%ef%bb%bfcivil-week-idee-e-progetti-attorno-allinclusione/#more-33356 abbiamo parlato del panel sulla disabilità che si è tenuto durante la Civil Week di Milano, lo scorso week end; uno dei temi trattati è l’inserimento lavorativo delle persone disabili. Il lavoro è la componente che dà lo status, la dignità alla persona, indipendentemente dalla sua condizione; nell’approccio attuale della disabilità, in cui la persona disabile viene messa al centro, rendendola protagonista della propria vita, la visione del lavoro diventa fondamentale.In particolare, durante lo stesso incontro, questo aspetto è stato affrontato dalla Ministra per le disabilità Alessandra Locatelli, che ha affermato: “Occorre preparare le aziende a accogliere le persone con disabilità negli ambienti di lavoro; ma se iniziamo a immaginare che ogni persona ha delle capacità su cui possiamo investire allora cambiano le cose: non sono più persone da aiutare e assistere, ma risorsa”.Nei giorni scorsi, la ministra ha stanziato venticinque milioni di euro a fondo unico per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Lo stesso provvedimento deve essere considerato come un proseguimento, o meglio un potenziamento, dell’art.28 del decreto – legge n. 48 del 2023, in base al quale erano stati erogati inizialmente sedici milioni di euro, successivamente incrementati a ventidue milioni, per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani con disabilità under 35 nel periodo compreso tra il 1° agosto 2020 e il 30 settembre 2024. La volontà di proseguire il percorso è dovuto dal successo di questa prima disposizione, grazie alla quale circa mille giovani con disabilità sono stati assunti a tempo indeterminato.Tali provvedimenti non sono finalizzati esclusivamente all’inclusione lavorativa, ma, come accennato sopra, mirano alla valorizzazione dei talenti e delle competenze delle singole persone; nello stesso tempo, viene messo in risalto il lavoro eseguito sia dal Terzo Settore, sia dalle associazioni, rivolto al miglior inserimento professionale possibile delle persone con disabilità, accompagnandole in questo loro percorso evitandone i fallimenti. Le imprese, in questo modo, imparano a far ricoprire mansioni che richiedono una particolare attenzione da persone con disabilità con le competenze/capacità adeguate.In una visione molto più ampia, questo impegno è da concepirsi come una modalità per potenziare l’intera economia italiana. Questo significa influenzare la prospettiva a livello sia nazionale, sia internazionale, grazie a momenti formativi di scambio reciproco, rivolto a migliorare l’attenzione sull’inclusione lavorativa.