AGI - Il presidente Usa, Donald Trump, porterà con sé nella sua visita in Cina numerosi dirigenti di alto livello del mondo degli affari e della tecnologia, in una delegazione però notevolmente ridotta rispetto alla sua ultima missione a Pechino nel 2017. Tra coloro che accompagneranno il capo della Casa Bianca dal leader cinese Xi Jinping figurano, tra gli altri, Tim Cook di Apple, Elon Musk di Tesla e SpaceX, Larry Fink della società di investimento BlackRock.La visita in Cina di Trump e gli imprenditori Complessivamente, sono poco più di una dozzina i dirigenti Usa che accompagneranno Trump. La delegazione rappresenta settori chiave, tra cui l'aviazione, la tecnologia, il settore bancario e i social media, e la missione avviene in un contesto difficile per i rapporti commerciali tra Usa e Cina, con l'amministrazione Trump impegnata a negoziare accordi per la gestione dell'imponente flusso di beni sensibili tra le due maggiori economie mondiali.In Cina una delegazione ridottaSi tratta, però, di una "delegazione ridotta, a testimonianza delle divisioni all'interno dell'amministrazione sulla politica economica nei confronti della Cina e delle aspettative limitate per il vertice", ha scritto Reuters. Una differenza evidente rispetto alla visita di Trump in Cina di nove anni fa, quando fu accompagnato da 29 dirigenti di alto profilo.Export e intelligenza artificiale Secondo gli osservatori, la visita difficilmente risolverà le questioni strutturali che caratterizzano la rivalità tra le due potenze, come la competizione nell'intelligenza artificiale, la sicurezza delle catene di approvvigionamento, i controlli all'export tecnologico e l'espansione militare cinese.Trump dovrebbe comunque beneficiare di un'accoglienza particolarmente solenne, con cerimonie, banchetti e una forte enfasi sul rapporto personale con Xi Jinping, che il presidente americano ha spesso definito "molto speciale". La visita richiama inevitabilmente quella del novembre 2017, quando Trump e Melania Trump furono ricevuti con tutti gli onori, inclusa una visita privata alla Città Proibita e una cena di Stato.Dal clima di cooperazione alla guerra commercialeAll'epoca furono annunciati accordi commerciali per oltre 250 miliardi di dollari, anche se molti si tradussero soltanto in lettere d'intenti. Il clima di cooperazione durò poco. Nel 2018 Trump avviò la guerra commerciale imponendo dazi su centinaia di miliardi di dollari di merci cinesi, seguiti da ritorsioni di Pechino. Negli anni successivi, la pandemia di Covid-19, la chiusura reciproca dei consolati di Houston e Chengdu, la visita di Nancy Pelosi a Taiwan e l'abbattimento del pallone cinese nel 2023 hanno aggravato il confronto.Una competizione che va oltre il commercioNel suo secondo mandato, Trump ha rilanciato la strategia America First, portando i dazi su alcuni prodotti cinesi fino al 145% nell'aprile 2025. Pechino ha risposto con contromisure analoghe, consolidando una rivalità che oggi va ben oltre il commercio.La posta in gioco del vertice di Pechino non è dunque una riconciliazione, ma la gestione di una competizione sempre più aspra. Anche in assenza di una svolta storica, gli eventuali progressi o fallimenti del summit potrebbero influenzare in modo decisivo i rapporti tra Stati Uniti e Cina per il resto della presidenza Trump.