Sabrina Knaflitz torna a teatro con Carta straccia, spettacolo firmato da Mario Gelardi e diretto da Pino Strabioli, in scena dal 14 al 17 maggio al Teatro de’ Servi di Roma. L’attrice, moglie di Alessandro Gassmann e madre di Leo Gassmann, ha parlato dello spettacolo ma anche della sua famiglia, del tempo che passa e dell’impegno sociale condiviso con il marito. Parlando dell’ultimo lavoro, ispirato liberamente a Le sorelle Materassi di Aldo Palazzeschi, Knaflitz ha spiegato: “Questo spettacolo racconta la condizione di estrema solitudine in cui molti si trovano ed è drammaticamente attuale”. Il suo personaggio, Teresa, viene descritto come “una donna fantasiosa, ma segnata dal peso di una vita difficile”.L’attrice ha raccontato che il centro della storia è rappresentato dall’arrivo di Remo, un giovane capace di sconvolgere gli equilibri familiari: “Lui è un seduttore che capisce subito come sfruttare la solitudine dei fratelli”. Per portare tutto sul palco, ha aggiunto, si è scelto di creare “un’atmosfera surreale”. Nel corso dell’intervista Sabrina Knaflitz ha anche parlato di Anna Magnani, figura che considera ancora oggi un simbolo assoluto del cinema italiano: “Era un’attrice immensa, modernissima. Per me simboleggia la libertà, sia come modello femminile che come interprete”.Alla domanda sul rapporto con il tempo che passa, l’attrice ha risposto con grande serenità: “Con serenità. Oggi si tende ad avere paura del tempo che passa. Ma la maturità porta anche conoscenza, saggezza. Non è vero che esisti solo se hai 20 anni. L’ho spiegato anche a mio figlio Leo, ma è quello che lui pensa naturalmente. Cerca di imparare da chi ha più esperienza di lui”.Il legame professionale con il marito Alessandro GassmanKnaflitz ha poi raccontato anche il legame professionale con il marito Alessandro Gassmann, che in questo spettacolo ha curato il disegno scenico: “Un ambiente molto elegante, che è un po’ il suo tratto stilistico. Abbiamo grande rispetto l’uno dell’altro e non costruiamo situazioni artificiali per lavorare insieme. Solo quando i personaggi sono giusti per me. Anche questo che stiamo vivendo è un momento di grande inquietudine e bisognerebbe far sentire di più la nostra voce. Alessandro dice la sua contro le ingiustizie tutte le volte che può, io che sono meno riconoscibile di lui posso anche permettermi di scendere in piazza. E cerco di aiutare come posso chi è meno fortunato”.L'articolo “Mio marito dice la sua contro le ingiustizie tutte le volte che può. Non costruiamo situazioni artificiali per lavorare insieme”: così Sabrina Knaflitz su Alessandro Gassman proviene da Il Fatto Quotidiano.