Mar, 30 Giu 2026La finestra estiva di calciomercato è iniziata prima della chiusura definitiva della stagione 2025/26, fissata come sempre al 30 giugno.DiLuca CosentiniCondividi l'articolo(TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)Nella giornata di ieri, lunedì 29 giugno, ha aperto ufficialmente i battenti il calciomercato estivo 2026 per i club di Serie A. La sessione si chiuderà alle ore 20.00 del 1° settembre. Si tratta di una novità già prevista alla fine del mese di aprile, con effetti immediati sulla prima finestra utile: quella che precede l’avvio ufficiale della stagione 2026/27.Ma perché si è deciso di anticipare l’apertura della campagna trasferimenti rispetto alla conclusione formale della stagione 2025/26? La ragione è legata a una prassi ormai consolidata tra i club, per i quali la chiusura dell’esercizio, fissata come sempre al 30 giugno, rappresenta una data chiave sul piano contabile. Perché il calciomercato inizia a giugno – Il motivo e i vantaggi per i club di Serie AFino alla scorsa stagione, le società che avevano la necessità di sistemare i propri bilanci procedevano spesso alla definizione di alcune cessioni prima dell’apertura ufficiale del calciomercato. In questi casi veniva sottoscritto un contratto preliminare vincolante, un accordo privato tra i club che sostanzialmente li vincolava al rispetto di determinate condizioni pattuite in relazione alla cessione. Il contratto definitivo veniva poi depositato in Lega – come da regolamento – soltanto a partire dal 1° luglio, data di apertura formale della finestra di mercato.In questo modo, la plusvalenza poteva essere iscritta nel bilancio chiuso al 30 giugno, dal momento in cui l’accordo tra le parti era già stato perfezionato. Questo creava però una sorta di zona grigia. Dal punto di vista economico, l’intesa poteva già essere considerata definita e quindi produrre effetti sul bilancio della società venditrice. Dal punto di vista sportivo, però, il trasferimento non era ancora perfezionato: fino al deposito del contratto definitivo, il giocatore restava formalmente legato al club di partenza.Il rischio era legato proprio a questo intervallo di tempo. Se tra l’accordo raggiunto e il deposito ufficiale fosse intervenuto un intoppo — un problema regolamentare del club acquirente, per fare un esempio — la cessione avrebbe potuto saltare dopo essere già stata considerata utile ai fini dei conti del club cedente per l’esercizio in chiusura al 30 giugno.Con l’apertura anticipata del mercato, invece, questo disallineamento viene meno. Le società possono completare subito l’iter previsto, depositando i contratti definitivi già prima della chiusura dell’esercizio al 30 giugno. In questo modo l’operazione non resta più sospesa tra accordo privato e ufficialità sportiva, ma produce effetti immediati su entrambi i piani. Per i club significa maggiore certezza nella gestione dei bilanci e un quadro più ordinato rispetto al passato.Developed by 3x1010