C’è un ostacolo che più di ogni altro frena la transizione del trasporto pesante verso l’elettrico: i lunghi tempi di ricarica. Ed è proprio con l’obiettivo di risolvere la questione una volta per tutte che Octopus Energy, gruppo inglese specializzato in energia rinnovabile, Catl, il più grande produttore al mondo di batterie, hanno deciso di unire le forze. All’Energy Tech Summit di Londra, i due colossi hanno annunciato la nascita di Swaptopus, una joint venture per portare in Europa il battery swap per il trasporto pesante, ossia la sostituzione dei pacchi batterie con altri già carichi.Come funziona il battery swap?Ma come funziona, di preciso, il battery swap? La logica che c’è dietro è piuttosto semplice: anziché collegare il camion elettrico a una colonnina ad alta potenza e attendere il completamento della ricarica, Octopus e Catl propongono di realizzare dei centri di rifornimento dove sia possibile estrarre il pacco batterie esausto e sostituirlo con uno già carico. In questo modo, si potrebbe tornare in strada dopo pochi minuti. La collaborazione tra i due colossi prevede di realizzare una rete europea di hub dedicati ai camion elettrici. La prima stazione dovrebbe aprire nel Regno Unito il prossimo anno, ma l’obiettivo è raggiungere 30 hub europei entro il 2035, in grado di supportare oltre 300mila mezzi pesanti.La promessa di Octopus e CatlNon è un caso che i protagonisti di questa joint venture siano proprio Catl e Octopus. I primi, in quanto leader globale della produzione di batterie, possono portare in dote un sistema di scambio rapido già sperimentato in Cina. I secondi – forti di una crescita impetuosa che li ha portati a superare i 10 milioni di clienti nel mondo – possono mettere a disposizione la loro rete di fornitura continentale di energia prodotta al 100% da fonti rinnovabili. Non solo: nei piani di Swaptopus, il nuovo sistema di scambio batterie per i camion elettrici potrà dare una mano anche alla rete elettrica. Questo perché le batterie presenti nelle stazioni di scambio potranno essere usate come sistemi di accumulo, immagazzinando elettricità nei periodi di picco della produzione e restituendola alla rete quando la domanda di famiglie e imprese sale.I camion elettrici e l’ostacolo della ricaricaCome per le auto, anche il futuro dei camion è elettrico. Le regole europee prevedono che entro il 2040 il settore del trasporto pesante tagli le proprie emissioni di CO2 allo scarico del 90%. Un obiettivo che, allo stato attuale, impone alle aziende del comparto di accelerare sulla sostituzione della propria flotta di veicoli con nuovi mezzi elettrici o a idrogeno. Secondo i dati dell’International Council on Clean Transportation, nel 2025 l’Europa ha immatricolato circa 24mila nuovi camion e autobus elettrici, una quota di mercato pari al 4,5% nel caso dei camion e del 25% nel caso dei bus.Ad oggi, i camion elettrici hanno un costo iniziale molto più elevato dei modelli alimentati a diesel, ma sul lungo periodo permettono di rientrare dai costi dell’investimento e generare un risparmio. Il vero nodo irrisolto, che scoraggia molte aziende di trasporto a investire sulla transizione, riguarda proprio la produttività persa durante le ore di ricarica. «I camion elettrici sono già più economici di quelli diesel in termini di costi di gestione, la sfida è mantenerli in movimento. La sostituzione delle batterie cambia le cose. Invece di aspettare ore, i camion possono tornare in strada in pochi minuti», spiega Greg Jackson, ceo e fondatore di Octopus Energy.L'articolo Niente attese alla colonnina, arriva il «battery swap»: il piano di Octopus e Catl per i camion elettrici in Europa proviene da Open.