Utile record a 1,5 miliardi e dividendo da 150 milioni per Delfin. Del Vecchio jr diserta l’assemblea dei soci

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Mer, 1 Lug 2026La decisione è stata motivata in una lettera nella quale il quartogenito del fondatore di Luxottica ha denunciato una serie di «criticità irrisolte» e accusa il CdA di essere rimasto inerte.DiRedazioneCondividi l'articoloLeonardo Maria Del Vecchio (foto da video)Leonardo Maria Del Vecchio non ha partecipato all’assemblea dei soci di Delfin, la cassaforte lussemburghese della famiglia Del Vecchio, che ha approvato il bilancio 2025 con il voto favorevole degli altri sette soci presenti. Un passaggio formale importante, ma che non ha sciolto le tensioni interne alla holding, ancora attraversata dagli scontri tra gli eredi a quattro anni dalla morte di Leonardo Del Vecchio.L’assemblea ha dato il via libera ai conti dell’esercizio 2025, chiuso con un utile record da 1,5 miliardi di euro, in crescita rispetto al risultato di poco inferiore a 1,4 miliardi registrato nell’esercizio precedente. Il dato è stato sostenuto dai dividendi incassati dalle partecipate, saliti a 1,2 miliardi dagli 1,1 miliardi dell’anno precedente. Nel portafoglio di Delfin figurano il 32,4% di EssilorLuxottica, il 28% di Covivio e partecipazioni di peso nel settore finanziario: il 17,5% di Mps, il 2,7% di Unicredit e il 10% di Generali.Nonostante i numeri record, i soci non hanno trovato un accordo sull’aumento della cedola. Lo scorso 27 aprile l’assemblea aveva deliberato la possibilità di portare fino all’80% la quota di utili distribuibile, misura pensata per facilitare il riassetto immaginato da Leonardo Maria Del Vecchio. Nell’assemblea sui conti 2025, tuttavia, non è stata raggiunta la maggioranza richiesta dei sei ottavi. Di conseguenza, in base allo statuto, sarà distribuito il 10% dell’utile: 150 milioni di euro complessivi, pari a 18,75 milioni per ciascuno degli otto soci.La frattura interna è emersa anche su un altro punto all’ordine del giorno. L’assemblea ha bocciato la candidatura di Marco Talarico, ex amministratore delegato di Lmdv Capital, a commissario dei conti, approvando invece solo gli altri due nomi proposti: Lara Forte e Fabio Scoyni.Leonardo Maria Del Vecchio diserta l’assembleaLa decisione di Leonardo Maria Del Vecchio di non presentarsi all’assemblea è stata motivata in una lettera nella quale il quartogenito del fondatore di Luxottica denuncia una serie di «criticità irrisolte» e accusa il consiglio di amministrazione di essere rimasto inerte. Al centro dello scontro c’è il tentativo, finora bloccato, di ridisegnare gli equilibri della holding e chiudere una successione che resta ancora aperta.Il progetto di Leonardo Maria prevedeva il rafforzamento della propria posizione in Delfin attraverso Lmdv Fin, chiamata a rilevare dai fratelli Luca e Paola le loro quote, pari complessivamente al 25% della holding. L’operazione avrebbe portato Leonardo Maria al 37,5% del capitale, ma richiedeva una lettera di patronage da parte di Delfin per consentire alla sua società di ottenere dalle banche un finanziamento da 10 miliardi di euro. Il consiglio di amministrazione non ha concesso il via libera, alimentando lo scontro interno.Nella lettera, Del Vecchio jr sostiene che alcuni componenti del board si sarebbero limitati per settimane a sollevare obiezioni generiche su presunti limiti legali, senza entrare nel merito della richiesta. Secondo la sua ricostruzione, mentre il consiglio restava fermo, alcuni consiglieri avrebbero intrattenuto interlocuzioni informali solo con una parte dei soci, contribuendo ad aumentare confusione e sfiducia. Leonardo Maria afferma inoltre di non aver ricevuto riscontri scritti alle richieste di accesso alla documentazione aziendale necessaria anche per il dialogo con le banche finanziatrici, né i documenti utili per valutare il bilancio 2025.Altro nodo riguarda Rocco Basilico, figlio di Nicoletta Zampillo — ultima moglie di Leonardo Del Vecchio e madre dello stesso Leonardo Maria — e del finanziere Paolo Basilico. Del Vecchio jr aveva chiesto di escluderlo dal voto in assemblea, ma il board non ha accolto la richiesta. Nella lettera, Leonardo Maria parla di «ingiustificabile inerzia» del consiglio, che a suo dire non avrebbe mai svolto un’analisi adeguata della vicenda nonostante le obiezioni sollevate da lui e dalla madre.Basilico, a ridosso dell’assemblea nel Granducato, aveva presentato una proposta alternativa: il riacquisto a sconto da parte della holding delle quote dei soci interessati a uscire. Un’ipotesi definita da Leonardo Maria «sconveniente e illogica» e che l’assemblea, alla quale hanno partecipato sette soci su otto, non ha comunque esaminato.Nella missiva, le recenti iniziative di Basilico vengono lette come una reazione «scomposta» ai procedimenti giudiziari che lo riguardano. Un contesto che ha già spinto cinque degli eredi a notificare le proprie transfer notices, con l’obiettivo di portare fuori da Delfin le loro quote, o parte di esse. Un segnale ulteriore di come la partita sulla governance e sul futuro della holding resti aperta, nonostante l’approvazione di un bilancio da record.Developed by 3x1010