AGI - Duecentonovanta anni di storia. Che il teatro lirico più antico ancora attivo al mondo festeggia con 11 titoli d'opera, 6 produzioni di balletto e 31 tra concerti sinfonici e musica da camera. Il teatro San Carlo di Napoli affronta stagione 2026/2027 intorno a 'compleanno' pesante per la sua fondazione, avvenuta il 4 novembre 1737, ripercorrendo le grandi epopee musicali che ne hanno segnato la vita, facendo occupare al Massimo napoletano un ruolo fondamentale nella storia della musica italiana e internazionale. In quasi tre secoli di attività, il San Carlo ha rappresentato, e continua a rappresentare, un laboratorio creativo e un punto di riferimento internazionale, con un'eredità che continua a essere uno dei patrimoni più preziosi della cultura europea.Linee guida della stagioneValorizzazione della storia del teatro e della tradizione musicale napoletana, impulso alla produttività, rilancio del corpo di ballo, ritorno delle tournée internazionali, rafforzamento del legame con il territorio, attenzione alla contemporaneità e presenza di grandi direttori, registi, coreografi, cantanti e solisti della scena mondiale sono i cardini del cartellone messo in piedi da Fulvio Adamo Macciardi, sovrintendente e direttore artistico del Lirico partenopeo.Apertura e titoli principaliTra i titoli d'opera, 5 saranno nuove produzioni. Il sipario sulla nuova stagione si alzerà il 2 dicembre 2026 con Luisa Miller, capolavoro composto da Giuseppe Verdi nel 1849 proprio per il San Carlo, qui restituito al pubblico in una nuova produzione firmata da Davide Livermore e diretta da Daniel Oren.Produzioni storiche e repertorioIl cartellone vedrà anche il ritorno di due produzioni storiche particolarmente care al pubblico partenopeo: Madama Butterfly per la regia di Ferzan Ozpetek e la direzione di Francesco Ivan Ciampa, e Il barbiere di Siviglia firmato da Filippo Crivelli, sul podio Ottavio Dantone. E, ancora, Pagliacci, nell'allestimento storico di Franco Zeffirelli con la direzione di Daniel Oren; La damnation de Faust di Damiano Michieletto, vincitore del Premio Abbiati come miglior spettacolo del 2017, diretto da Nikolaj Znaider; e Peter Grimes di Paul Curran con John Fiore sul podio.Nuove commissioni e progettiC'è spazio poi per una nuova commissione al compositore Alessandro Solbiati, tra i più riconosciuti compositori viventi, che scriverà un inedito completamento de La chute de la maison Usher (La caduta della casa degli Usher), opera tratta dall'omonima novella di Edgar Allan Poe a cui Claude Debussy lavorò tra il 1908 e il 1917. La produzione, diretta da Marco Angius con la regia di Luca Micheletti, sarà realizzata in collaborazione con il Teatro Alighieri di Ravenna. Dopo anni di assenza il San Carlo tornerà a luglio 2027 all'Arena Flegrea con Tosca, nell'allestimento di Edoardo De Angelis.Stagione sinfonica e BeethovenPer la stagione sinfonica, da segnalare per la prima volta sul podio del Teatro di San Carlo Charles Dutoit, Ton Koopman, Bertrand de Billy, Alexander Soddy, Pietari Inkinen, Nikolaj Znaider, Ramón Tebar e Umberto Clerici, a fianco di bacchette già note e apprezzate dal pubblico napoletano quali Hartmut Haenchen, Pinchas Steinberg, Asher Fisch e Lorenzo Passerini. Nel programma sinfonico e da camera assume particolare rilievo la figura di Ludwig van Beethoven nel bicentenario della morte, che ricorrerà nel 2027. L'omaggio si aprirà con l'esecuzione della Nona Sinfonia diretta da Daniel Oren e proseguirà con l'esecuzione di tutti i concerti solistici.Territorio e tournéeSi rafforza il dialogo con il territorio attraverso la sinergia con le realtà culturali della città e della regione, tra cui il Festival pianistico realizzato in collaborazione con l'Associazione Alessandro Scarlatti. Sul piano della proiezione nazionale e internazionale, la Stagione 2026/2027 segna il ritorno delle tournée: oltre alla tournée di coro, orchestra, corpo di ballo e maestranze in Giappone nel luglio 2027 con Aida, i danzatori saranno impegnati in una serie di appuntamenti a Trieste e Trento, in primavera.Strategia artisticaTra le scelte del nuovo corso del teatro, quella che vede i titoli di maggior richiamo della stagione lirica proposti con una media di almeno sette recite e con doppi cast di pari livello artistico.Verso i 300 anniPer avviare il percorso verso il traguardo dei 300 anni, l'inaugurazione di ogni stagione sarà affidata a un'opera scritta per il San Carlo da compositori che hanno contribuito in modo determinante alla sua identità artistica: Verdi nel 2026, Donizetti nel 2027 e Rossini nel 2028.Produzioni e castPer questo, aprirà il sipario della stagione una Luisa Miller con il soprano Mariangela Sicilia (Luisa) e, per la prima volta a Napoli, il tenore Piotr Beczała (Rodolfo), insieme a Igor Golovatenko (Miller), Michele Pertusi (Walter), Marko Mimica (Wurm) e Martina Belli (Federica). A loro si alterneranno Marta Torbidoni (Luisa), Franco Vassallo (Miller) e Gabriele Sagona (Walter).Nuova Aida e repertorio napoletanoSarà poi Serena Sinigaglia a firmare una nuova Aida destinata alla circuitazione internazionale, in vista di una tournée della compagnia in Giappone nel luglio 2027. Aprile 2027 sarà dedicato alla riscoperta del repertorio partenopeo tra Settecento e Ottocento con due titoli gemelli che esplorano il genere semiserio, sospeso tra commedia e dramma.Balletto e programmazione coreuticaParticolare attenzione sarà dedicata al balletto sotto la guida del direttore del corpo di ballo, Renato Zanella. Rispetto all'ultima stagione il numero dei titoli passerà da 4 a 6, così da ampliare sensibilmente l'offerta rivolta al pubblico locale e internazionale.Programmazione sinfonica dettagliataOltre a Beethoven, capolavori sinfonico-corali assenti da lungo tempo dai cartelloni del teatro, quali il Lobgesang di Mendelssohn, e la Sinfonia n. 2 "Resurrezione" di Mahler. Ricorrente anche la presenza di Maurice Ravel e altri grandi compositori.Eventi speciali e ospitiPer celebrare i 55 anni dal suo debutto al San Carlo, Plácido Domingo sarà protagonista con Sonya Yoncheva di un gala lirico diretto da Leonardo Sini.Collaborazioni musicaliIn collaborazione con l'Associazione "Alessandro Scarlatti" quattro appuntamenti, dal giovane Alexander Gadjiev al grande Michele Campanella, che festeggerà al San Carlo i suoi 80 anni.Visione per il futuro"Con me si è parlato sempre e solo di programmazione e di cultura. La linea è questa e credo che la nuova programmazione segni una svolta definitiva verso un futuro molto felice della vita del teatro". "Nel 2027 ricorreranno i 290 anni dalla fondazione del teatro. Vorrei far partire un percorso che idealmente pensa ai 300 anni, con una forte valorizzazione della musica" che è stata scritta e rappresentata per questo teatro, un'attenzione anche alla nuova musica e alle nuove composizioni e un rilancio delle tournée internazionali". Il sovrintendente e direttore artistico del teatro San Carlo di Napoli, Fulvio Adamo Macciardi, definisce così le linee guida che segneranno la nuova stagione, presentata oggi, ma anche quelle successive. "Siamo un grande teatro - aggiunge - dobbiamo ragionare in collaborazione con grandi istituzioni. Quest'anno facciamo cinque nuove produzioni e tre riprese, che noleggiamo da teatri italiani. Poi negli anni prossimi ci saranno anche numerose coproduzioni con teatri internazionali". Macciardi precisa che, nonostante lo sguardo alla dimensione internazionale, resterà saldo il rapporto con il territorio. "Torniamo questa estate in Arena Flegrea - racconta - dovremmo avere altre collaborazioni, con Pompei, con Ravello e altre cose che non possiamo ancora annunciare, perché aspettiamo i loro cartelloni. Poi cercherò di fare uscire il più possibile i corpi artistici dal teatro per avere un forte radicamento con il territorio. Questo è fondamentale per ridare una centralità alla visione del teatro San Carlo, per Napoli e per l'Italia".