Il fine settimana si ha più tempo per leggere i quotidiani e, per gli uomini del ‘900, questo è un rito a cui non rinunciare, per quanto i giornalisti ce la mettano tutta per farci desistere. E sappiamo dunque che, a partire da giugno, iniziano gli articoli sul caldo che puntualmente arriva, in particolare il CALDO RECORD!E puntuale arriva pure il Corrierone a segnalarci in apertura: «Caldo, il giorno più critico».A corredo delle notizie arrivano le interviste agli esperti, climatologi, medici, geriatri, dotti e sapienti di ogni risma: «Mangiare molta frutta», «idratarsi», «se avete 108 anni evitate di correre a piedi nudi per 10 km dalle 13 alle 15», «non lasciate i vostri bambini chiusi in auto sotto il sole per più di 3 ore», «in questo periodo dell’anno non usate maglioni e sciarpe», ecc.Dopo aver letto questi preziosi consigli e acceso l’aria condizionata (è di destra o di sinistra?), ho preso in mano la lettura di un’opera minore di Murakami, “L’arte di correre”. Un piccolo saggio, delle memorie sulla passione dello scrittore per la corsa, sulla dedizione a essa. È una lettura scorrevole che non ha la pretesa di essere un’opera importante, ma a pagina 123 (nell’edizione italiana di Einaudi) c’è un passaggio che sorprende, per quanto gli uomini non facciano altro che ripetere se stessi stancamente: «Quest’anno in Giappone (…) ha piovuto continuamente. In molti posti ci sono state piogge torrenziali che hanno provocato la morte di diverse persone. Pare che sia colpa del riscaldamento globale della Terra. Può darsi che sia così, ma non è detto (…) Ad ogni modo la maggior parte dei problemi che si manifestano oggi al mondo viene sempre attribuita al riscaldamento globale.»Leggi anche: Caldo record? Bruxelles spegne l’aria condizionata ai dipendenti (ma non a Ursula)Il caldo che fa male ai giornalisti: i numeri sui morti sono sparati a casaccioE conclude: «Ciò di cui il mondo ha bisogno è un colpevole designabile con tanto di nome, contro cui si possa puntare il dito gridando: “È tutta colpa tua!”». Murakami queste cose le ha scritte vent’anni fa, per la precisione nel biennio 2005-2006. È forse cambiato qualcosa?Ora la preoccupazione è che, se qualche fanatico green si accorge di questo libello, anche il famoso scrittore giapponese sarà annoverato tra i reietti negazionisti del clima. Probabilmente dormirà lo stesso.Antonello Picci, 30 giugno 2026L'articolo La frase di Murakami sul clima che oggi farebbe infuriare i fanatici green proviene da Nicolaporro.it.