È nato nei giorni scorsi un nuovo movimento politico dal nome Agorà. È stato fondato da Angelo D’Orsi, storico delle dottrine politiche a Torino e studioso di Antonio Gramsci. Si è svolta a Roma nei giorni scorsi l’assemblea fondativa del movimento che, allo stato dell’arte, punta principalmente sul tema geopolitico: opposizione all’imperialismo americano e israeliano, rivendicazione incondizionata della sovranità nazionale, contestazione dell’Unione Europea e di tutte le guerre made in USA, apertura alla Russia di Putin e ai paesi disallineati. Sono questi alcuni dei tratti salienti della nuova formazione nata sotto la sapiente guida di Angelo D’Orsi.Il programmaUn programma che mi pare pienamente sottoscrivibile da qualsiasi punto di vista, ancorché manchino ad oggi, a dire il vero, elementi per giudicare la prospettiva relativa alla politica interna, su cui il movimento ancora non si è chiaramente espresso. Ma il tema della politica estera è già di per sé sufficiente per formulare un giudizio ampiamente positivo su Agorà di Angelo D’Orsi. A certificare la bontà del progetto è, oltretutto, la reazione scomposta, livorosa e berciante dei cani da guardia del potere liberal-atlantista. Cani da guardia che hanno abbaiato a più riprese contro Agorà, accusata di intelligenza con lo straniero, deplorevole formula che ci riporta al passato e alle sue ben note repressioni.Il vero antisistemaÈ da sperare vivamente, lo diciamo senza perifrasi edulcoranti, che Agorà cresca e riesca a organizzare intorno a sé un crescente consenso per poter resistere all’omologazione che contrassegna una politica ormai saldamente allineata al verbo unico liberal-atlantista, e per depotenziare altresì il fronte dei professionisti del gatekeeping di Futuro Nazionale del generale Vannacci, partito neofondato il cui unico tacito obiettivo è, a nostro giudizio, quello di dirottare il dissenso verso l’ordine costituito nel binario morto di una critica sterile, una critica che di fatto già metabolizza l’ordine dominante e i suoi capisaldi: il liberismo e l’atlantismo.Se il partito di Vannacci appare organico in tutto e per tutto all’ordine dominante, da qualsiasi prospettiva lo si guardi, e così si spiega oltretutto la visibilità permanente di cui gode, il movimento di D’Orsi per parte sua risulta allo stato dell’arte radicalmente antisistemico sul versante geopolitico. È da auspicare fortemente che sul piano della politica interna possa proporre una piattaforma socialista e antiliberista. E in effetti le pubblicazioni scientifiche di Angelo D’Orsi vanno esattamente in quella auspicabile direzione.RadioAttività, Lampi del Pensiero Quotidiano | Con Diego FusaroThe post Cosa penso del nuovo partito Agorà di Angelo D’Orsi appeared first on Radio Radio.