AGI - Cesare Battisti "non può vedere suo figlio perché può fuggire ed è ancora pericoloso". Per queste ragioni il Tribunale di Massa aveva rigettato il 28 aprile scorso l’istanza dell’ex militante dei Nuclei proletari armati per il comunismo finalizzata a poter vedere il figlio minorenne. L'ex terrorista è stato condannato all’ergastolo per quattro omicidi alla fine degli anni Settanta e fu catturato in Bolivia nel 2019 dopo una latitanza durata 37 anni.Il reclamo di Battisti al tribunale di Genova Ora, spiega l’avvocato Davide Steccanella, è stato presentato un reclamo al Tribunale di Genova che lo valuterà in un’udienza fissata al 16 luglio. “La richiesta - dice il legale che assiste Battisti insieme ai difensori Fabio Sommovigo e Marina Prosperi - era di poter stare per un paio d’ore col figlio piccolo fuori dalla cella del carcere di Massa”.Il no dei giudici della Sorveglianza Ma la Sorveglianza ha detto no dopo che erano arrivati anche i pareri negativi della Direzione Nazionale Antiterrorismo e della Direzione centrale della polizia di prevenzione del Ministero dell’Interno.L'avvocato di Battisti: "Un ultrasessantenne come può delinquere?"“Abbiamo presentato un reclamo" spiega ancora il legale "perché negare a Battisti la possibilità di vedere il figlio fuori dalle sbarre due ore e sotto controllo è vergognosa, sconcertante e del tutto incomprensibile. È un ultrasettantenne che ha fatto venire qua la famiglia dal Brasile, che pericolo di fuga c’è? E che pericolo che delinqua ancora visto che gli ultimi fatti che lo riguardano risalgono al 1979?”. La lettera dal carcere L’ex terrorista, recentemente, ha fatto discutere per una lettera inviata al quotidiano “La Nazione”, pubblicata l’8 maggio e recapitata al quotidiano tramite la cognata. Due pagine in cui Battisti ripercorre la sua situazione nel carcere di Massa, denuncia “una disparità di trattamento” rispetto agli altri detenuti e soprattutto rivolge un appello per incontrare il figlio."Posso ottenere i benefici penali" “Mi trovo a scontare la condanna all’ergastolo in un carcere di media sicurezza, ossia da detenuto comune” scrive Battisti “poiché non mi è applicabile l’articolo 41bis, il famigerato ostativo, né altre misure restrittive determinate dall’autorità giudiziaria.Il totale della pena scontata fino a oggi è di 17 anni e qualche mese, ovvero, da sette anni già sono dentro i termini per il legale accesso ai benefici penali previsti dall’ordinamento penitenziario”. “Il mio ingresso nel carcere di Massa, dopo cinque anni d’isolamento differenziato, doveva essere l’occasione per sbloccare gradualmente i benefici previsti”.L'appello per un incontro con il figlio L’ex membro dei Nuclei proletari armati per il comunismo scrive ancora: “Era dicembre del 2025, quando il magistrato di sorveglianza prometteva in videoconferenza la concessione di un primo beneficio che mi avrebbe permesso di riabbracciare mio figlio in libertà"."Qualche ora appena, quel tanto da restituire a un ragazzo di dodici anni la speranza che non sarebbe stato impossibile, nemmeno per lui, potersi dire un giorno ‘ho un padre anch’io e oggi me lo porto a scuola come fanno tutti’. Siamo ormai ad aprile del 2026, mio figlio aspetta sempre una decisione del magistrato di sorveglianza”.