L’attività degli agenti e rappresentanti di commercio continua a rappresentare uno snodo fondamentale per l’economia italiana. Secondo il primo Rapporto sull’intermediazione commerciale e finanziaria in Italia, elaborato dall’Osservatorio Enasarco sulla base di dati Istat, Banca d’Italia e altre fonti pubbliche nazionali e presentato al Cnel di Roma, gli oltre 200mila iscritti all’ente previdenziale arrivano a intermediare ogni anno fino a 500 miliardi di euro di beni e servizi, un valore equivalente a circa un quarto del Prodotto interno lordo.Un ruolo centrale nell’economia realeLa ricerca evidenzia come il valore dell’intermediazione commerciale sia stato ricostruito partendo dalle provvigioni dichiarate dagli iscritti, superiori ai 20 miliardi di euro, alle quali sono state applicate le aliquote medie di mercato. Da questo calcolo emerge una forchetta compresa tra 350 e oltre 500 miliardi di euro di transazioni.Il rapporto precisa tuttavia che “si tratta di una stima per scenari, non di un valore contabile certificato: misura le transazioni facilitate dagli intermediari, non il loro reddito”. L’obiettivo dello studio, dunque, è fotografare il peso economico dell’attività svolta quotidianamente dagli agenti e rappresentanti di commercio, chiamati a fare da collegamento tra imprese e mercato.Il capitolo dedicato ai consulenti finanziariAccanto all’intermediazione commerciale trova spazio anche quella dei consulenti finanziari, una figura professionale che opera in un ambito differente, legato ai servizi di investimento e alla gestione del risparmio.Secondo il rapporto, all’interno della platea Enasarco operano circa 35mila consulenti finanziari, una componente professionale in costante crescita che assiste ogni anno 5,4 milioni di investitori, pari a circa una famiglia italiana su cinque.Il patrimonio riconducibile ai consulenti iscritti alla Fondazione viene stimato in circa 660 miliardi di euro, all’interno di un mercato in cui le reti di consulenza amministrano complessivamente oltre 1.000 miliardi di euro di patrimoni finanziari. La raccolta netta annua è invece nell’ordine di 34 miliardi di euro.La fiducia come elemento centrale della consulenzaNel documento Enasarco definisce i consulenti finanziari “un’infrastruttura della fiducia all’interno del mercato del risparmio”, sottolineando come il patrimonio medio riconducibile a ciascun operatore, stimato tra 17 e 18 milioni di euro, non rappresenti la ricchezza personale del professionista, bensì la responsabilità economica affidata alla sua attività.Il rapporto evidenzia infatti che questo dato “non deve essere interpretato come una misura della ricchezza del professionista, ma come indicatore della responsabilità economica affidata alla sua attività”, poiché “evidenzia il livello di fiducia che famiglie e investitori ripongono quotidianamente nella consulenza professionale”.Un mercato sempre più complessoL’analisi ricorda come negli ultimi trent’anni il mercato finanziario italiano abbia subito una profonda trasformazione. La crescente complessità degli strumenti disponibili, l’allungamento della vita media, l’evoluzione dei sistemi pensionistici e la volatilità dei mercati hanno progressivamente rafforzato il ruolo della consulenza.Per Enasarco, “la presenza di professionisti qualificati contribuisce a migliorare la qualità delle decisioni di investimento”, oltre a “ridurre i comportamenti irrazionali”, “aumentare la consapevolezza finanziaria”, “favorire la pianificazione previdenziale” e “sostenere la formazione del risparmio di lungo periodo”, delineando così una funzione che va oltre la semplice attività di collocamento di prodotti finanziari.Enrico Foscarini, 30giugno 2026L'articolo Enasarco: gli agenti muovono fino a 500 miliardi l’anno proviene da Nicolaporro.it.