Se avete mai avuto delle piante di fagioli, potrebbe esservi capitato di svegliarvi una mattina e trovarle invase da uno sciame di vespe comparso apparentemente dal nulla. E se questo vi ha regalato incubi che ancora non passano, ora potete stare tranquilli: possiamo spiegarvi perché è successo, e anche perché in realtà la presenza delle vespe è una buona notizia.Uno studio pubblicato su Science Advances dimostra infatti che, quando vengono attaccati dai parassiti, i fagioli usano una sorta di "richiamo d'allarme" chimico che attira le vespe, le quali a loro volta sono solo contente dell'abbondante pasto che viene loro offerto.. Richiamo per vespeLo studio è stato condotto in Messico nel 2023 e nel 2024, in alcuni campi di fagioli della regione dell'Oaxaca. Qui le piante sono spesso sotto attacco da parte del parassita Spodoptera frugiperda, noto come falena del mais: i suoi bruchi sono in grado di fare danni devastanti alle colture di mais (appunto), fagioli, ma anche cotone, tabacco, riso, persino mele e arance. Il team dell'università di Washington che ha condotto lo studio ha però identificato il meccanismo di difesa usato dai fagioli contro questi parassiti: ha a che fare con un peptide che si chiama inceptina.. L'inceptina è contenuta nella "bava" dei bruchi delle falene del mais: quando le foglie dei fagioli vengono attaccate, la sua presenza viene rilevata da recettori specializzati, che fanno scattare una serie di risposte immunologiche, il cui scopo principale è quello di riparare le ferite.Questa reazione ha però anche un altro effetto: emette nell'aria un mix di sostanze chimiche volatili che attirano le vespe, le quali, una volta arrivate sul posto, scoprono che i fagioli parassitati sono pieni di cibo nutriente e di facile accesso.. Un loop positivoOvviamente non possiamo dire che questa risposta sia volontaria: non è un "grido d'aiuto" dei fagioli. È più probabile che sia successo per caso: le piante che emettono più sostanze attirano più vespe, che a loro volta imparano che, quando sentono quell'odore, significa che è ora di pranzo. Questo sistema porta benefici sia ai fagioli sia alle vespe, per cui le piante che emettevano più "profumi" sono state premiate nel tempo dalla selezione naturale, fino ad arrivare alla condizione attuale nella quale tutti i fagioli hanno questo meccanismo difensivo.. Il sistema di difesa è stato messo ulteriormente alla prova quando il team ha provato a esporre ai parassiti alcune piante di fagioli nelle quali era stato disattivato il recettore dell'inceptina.Il risultato? Le vespe le hanno sostanzialmente ignorate, preferendo concentrarsi sui fagioli "normali". Secondo gli autori dello studio, questa scoperta è importante anche perché potrebbe aiutarci a sviluppare sistemi di difesa per i raccolti che non usino pesticidi, ma solo gli aromi naturali emessi dalle piante stesse..