Col. Sergio Pisani: come funziona davvero l’inseminazione artificiale delle nuvole

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Controverso per nessun motivo.L’inseminazione delle nubi resta uno dei temi più discussi nel rapporto tra meteorologia e manipolazione del clima, sospeso tra pratiche consolidate da decenni e ipotesi che alimentano sospetti senza trovare conferme definitive. Il colonnello Sergio Pisani, meteorologo con una lunga carriera alle spalle, Presidente dell’Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia, offre una testimonianza diretta che separa nettamente i fatti documentati dalle teorie ancora prive di riscontro. Tutto risale alla seconda metà degli anni ’70, quando un’azienda con sede operativa nell’aeroporto di Malpensa gestiva l’appalto del servizio antigrandine sull’Astigiano: “siamo tra il ’75 e il ’78 più o meno, mi è capitato di collaborare con un’azienda, eravamo nell’aeroporto di Malpensa, che aveva l’appalto del servizio antigrandine in quel territorio”. La zona, di grande pregio per la viticoltura, doveva restare priva di reti antigrandine per non sottrarre luce solare alle vigne, esponendole però a un rischio grandine consistente. Il lavoro consisteva nello scandagliare il cielo con radar che, per gli standard di oggi, “erano dei radar più rudimentali”, allo scopo di individuare nubi con caratteristiche grandinigene.Quando il rischio veniva confermato, entravano in azione piccoli velivoli, “poco più di Piper, gli Alfa Lima 60”, equipaggiati sotto le ali con razzi contenenti ioduro d’argento. Gli aerei sorvolavano la parte avanzante del fronte temporalesco irrorando ioduro d’argento con l’obiettivo di creare nuclei di condensazione che facessero precipitare le gocce d’acqua prima che si trasformassero in grandine. L’effetto era una trasformazione fisica della nube, che “diventava una nube di pioggia piuttosto che una nube grandinigena“.Un caso analogo riguarda un’azienda pugliese che ha esportato la tecnologia in Israele, paese storicamente arido, ottenendo un aumento della piovosità annuale tra il 10 e il 15%. Una percentuale che va letta nel contesto giusto: “tra 99 e 100 o tra 0 e 1, sempre di un 1% si tratta”, ma il salto da una piovosità quasi nulla a un incremento a doppia cifra rappresenta un cambiamento di tutt’altra portata rispetto al numero isolato.Diverso il discorso per i cicloni tropicali, terreno su cui sono nate le teorie più controverse. In alcune occasioni questi fenomeni hanno mostrato traiettorie anomale, deviando verso il Nicaragua e altre zone centroamericane invece di colpire direttamente il Golfo del Messico, alimentando il sospetto che qualcuno possa averne alterato artificialmente il percorso. Su questo punto la cautela di Pisani prevale su qualsiasi conferma: “Io non lo so, devo dire la verità. Su questo campo non ho la possibilità di poter dire qualche cosa, anche se spero di no, sinceramente, perché sarebbe molto preoccupante”.Nel video l’intervento ai microfoni di Francesco Vergovich.The post Col. Sergio Pisani: come funziona davvero l’inseminazione artificiale delle nuvole appeared first on Radio Radio.