Vittorio Feltri ha già ricevuto voti per la presidenza della Repubblica. È successo nel 2015, e ne ha portati a casa 47. Oggi il centrodestra cerca un candidato per il dopo Mattarella. E lui potrebbe essere un nome spendibile. «Ma sono tutti ubriachi. Cosa c’entro io con la Repubblica?! La cosa mi onora ma mi fa anche veramente ridere», dice in un’intervista al Giornale. «Ma dai… io a Roma?! Chiuso al Quirinale, da solo, senza inquilini, senza il mio gatto, senza potermi portare una fidanzata… Solo di notte e obbligato a incontrare tutti quegli stranieri delle delegazioni di giorno, per carità», scherza.Vittorio Feltri al QuirinaleL’ex direttore ricorda quando prese voti nel 2015: «Credo che a farlo circolare fossero stati Giorgia Meloni e Matteo Salvini e la Boldrini, che era anche una bella donna, si ingrugniva ogni volta che doveva leggere “Vittorio Feltri” sui foglietti. Era più forte di lei, cambiava espressione, poverina». Racconta del suo incontro con il presidente della Repubblica: «È stata una cosa emozionante che non mi aspettavo. Io ero seduto tra gli ospiti e quando è entrato Sergio Mattarella si è fermato solo davanti alla mia poltrona, si è chinato verso di me e mi ha dato la mano. A me Mattarella è molto simpatico». E quando Valeria Braghieri insinua che fosse una specie di passaggio di testimone replica: «Ma sarebbe una cosa da clinica psichiatrica, dai».Di Pietro a MilanoInvece Feltri è favorevole alla proposta di Daniela Santanchè su Antonio Di Pietro sindaco di Milano: «Quella, al contrario, avrebbe un senso. Di Pietro sarebbe perfetto. Conosce benissimo questa città: le sue difficoltà, i suoi difetti… Sarebbe un ottimo sindaco ma ovviamente non lo farà. Ma chi cazzo vuole che lo voti!». Lui però declina l’invito: «Ma certo. Neanche come condanna la accetterei. Sa che sono sincero fino alla brutalità».L'articolo Vittorio Feltri al Quirinale? «Ma sono tutti ubriachi. È roba da clinica psichiatrica» proviene da Open.