AGI - "Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione". Così Papa Leone in una lettera al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X (lefebvriani).Papa Leone ai lefebvriani: "Considerate il bene spirituale dei fedeli" "La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo", sottolinea il Pontefice. "Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio".I quattro nuovi vescovi L'appello di Leone avviene alla vigilia delle annunciate ordinazioni episcopali da parte della Fraternità sacerdotale San Pio X, fondata da monsignor Marcel Lefebvre. I quattro nuovi vescovi saranno ordinati (salvo decisioni dell'ultima ora), a Econe (Svizzera). Lo scontro con la Santa Sede La Fraternità è in scontro con la Santa Sede per il rifiuto delle riforme del Concilio Vaticano II. Il 28 giugno il gruppo tradizionalista, guidato dal Superiore Generale, don Davide Pagliarani, aveva ordinato 5 sacerdoti e 4 diaconi.La cerimonia a EconeLa cerimonia di domani, prevista a Econe, sarà trasmessa in sei lingue (francese, inglese, tedesco, spagnolo, italiano, polacco) e sarà presieduta da monsignor Alfonso de Galarreta, vescovo consacrante principale, assistito da monsignor Bernard Fellay quale co-consacrante.Don Pagliarini: "Desideriamo servire la Chiesa""Le chiedo semplicemente di considerare l'autenticità di questa intenzione, che non è affatto artefatta. Paradossalmente, nel contesto attuale, ci sembra proprio nostro dovere fare tutto il possibile per ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con un autentico spirito cattolico". Il Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X (lefebvriani), don Davide Pagliarani, risponde a Papa Leone che aveva lanciato stamani un appello per evitare uno scisma, sottolineando che "lacerare la tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravita'"."Vi chiedo semplicemente di considerare l'autenticità di questa intenzione prima di prendere una decisione riguardo alla Fraternità San Pio X. Non è troppo tardi", sottolinea don Pagliarani che chiede a Leone una benedizione e osserva: "Lungi da noi l'idea di separarci dalla Chiesa cattolica romana; al contrario, desideriamo servirla in modi straordinari, come si viene in aiuto di una madre in difficolta' che ha bisogno di un aiuto particolare, anche se questo aiuto non è compreso da tutti".La Santa Sede, prosegue don Pagliarani, "ha già dimostrato di saper comprendere situazioni molto complesse e di prendersi il tempo necessario. Mi prendo quindi la libertà di chiederle, con spirito filiale, di dedicare il tempo necessario a questo discernimento".Il Superiore Generale aggiunge che da tempo desiderava avere l'opportunità di incontrare il Pontefice per esprimere personalmente il "sincere desiderio di servire la Chiesa" ma "purtroppo questa opportunità non si è ancora presentata", aggiunge.Non scrive espressamente né di accogliere l'appello del Papa né di rifiutarlo anche se ricorda che la Fraternità fu dichiarata scismatica già nel 1988, "per ragioni e in circostanze del tutto analoghe a quelle odierne". "Eppure, dopo tanti anni, ci parliamo come un padre a suo figlio". "Sua Santità mi esorta paternamente a evitare uno scisma che, teoricamente, si sarebbe già verificato - prosegue don Pagliarani. "Non credete che proprio questo atteggiamento, di cui apprezzo profondamente la sollecitudine, costituisca la prova che la Fraternità non è né scismatica né ostile alla Chiesa?"."Un giorno, tutte le difficoltà tra la Santa Sede e la Fraternità saranno risolte - prosegue - un gesto di comprensione da parte Sua, lungi dal nuocere all'unità, non potrebbe che dimostrare al mondo e a tutti i cristiani la Sua sollecitudine per l'unità e la Sua benevolenza paterna. Affido tutto ciò alla Sua benevola considerazione. Rinnovo la mia preghiera a Lei Santità. Da tempo, anche prima della Sua elezione, prego Santa Rita per la situazione attuale. Ho visto nell'elezione di un Papa agostiniano un segno di speranza. Sono certo che la santa intercederà. Non è mai troppo tardi. Vi prego gentilmente di darci la vostra benedizione", conclude la lettera don Pagliarana con il rinnovo dell'espressione della sua più profonda devozione al Signore.