Il Comitato per la Remigrazione torna a Montecitorio, ma stavolta Vannacci e i suoi non ci sono: «Basta libri e conferenze» – Il video

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Lo avevano promesso già il 30 gennaio scorso quando la conferenza stampa per la presentazione della loro proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione, ospitata all’interno della Camera dall’allora leghista, oggi Futuro Nazionale, Domenico Furgiuele, era finita in baraonda a causa dell’opposizione dei parlamentari di M5s, Pd e Avs. Oggi, nonostante i blocchi serratissimi intorno a una Montecitorio blindata dai reparti di Polizia, gli esponenti del Comitato Remigrazione e Riconquista sono arrivati fino a Palazzo Theodoli per depositare i faldoni contenenti le 150mila firme raccolte in cinque mesi. Grandi assenti, non solo Vannacci e il loro un tempo sostenitore Furgiuele, ma anche le opposizioni.150mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazioneA portare i faldoni con le 150mila firme (di cui 125mila in digitale e 25mila in carteceo) raccolte per le piazze e online per una proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione sono stati gli esponenti del Comitato di Remigrazione e Riconquista, a partire dal volto storico di CasaPound, Luca Marsella, insieme a Salvatore Ferrara, vicepresidente del comitato e “capitano” di Rete dei Patrioti, e Ivan Sogari, di Veneto Fronte Skinheads. Una proposta di legge articolata in 10 punti che tratta in maniera seria la remigrazione, al contrario, dicono, di quello che si sta facendo in Europa sul tema e per la quale si aspettano in Aula il «voto pubblico» perché, continua Marsella, «così vedremo chi è veramente a favore della remigrazione e chi contro».Il corteo, la sicurezza e i grandi assenti dall’opposizioneÈ partita così intorno alle 11.15 una marcia tutt’altro che agevole, che ha visto il piccolo corteo fare una gimcana attorno ai palazzi del potere, senza che gli venisse permesso, come inizialmente sperava, di entrare dall’ingresso principale della Camera. La marcia è stata invece dirottata verso Palazzo Theodoli, dove sono stati depositati i faldoni con le sottoscrizioni. Una «rivincita simbolica», secondo Marsella, nei confronti dei parlamentari Pd, M5s e di Avs che avevano occupato l’aula prima della presentazione della proposta di legge sulla remigrazione il 30 gennaio: «Vedremo se anche oggi non ci faranno entrare».Alla fine, però, non c’erano né amici né nemici ad attenderli, ma solo le forze dell’ordine impegnate a garantire la sicurezza: «Non c’era Fratoianni, non c’era Orfini, non c’era il Movimento 5 Stelle. Si sono arresi. Oggi decretiamo la sconfitta dell’antifascismo», ha commentato Marsella con ironia, ma forse anche con un po’ di delusione, una volta uscito da Palazzo Theodoli.Aperti al dialogo con Fratelli d’Italia, Lega e Futuro NazionaleQuando si chiede ai tre esponenti se abbiano in programma un ingresso in politica, rispondono decisi: «Non vogliamo entrare in Parlamento da parlamentari». Nessun interesse per le «dinamiche del centrodestra» o le sue «scissioni», riferisce Marsella. Non escludono persino un improbabile dialogo con un parlamentare «del PD che casca dal letto la notte, sbatte la testa e si risveglia e capisce quali sono i problemi degli italiani». Di certo, la “fissazione” di Forza Italia sullo ius soli a loro non piace, fanno sapere. «Cercheremo sicuramente un sostegno da parte di partiti come Fratelli d’Italia, Lega e il nuovo partito di Vannacci», chiude il rappresentante di CasaPound, anche se oggi non si è visto nessuno di loro, a partire dall’ex leghista Furgiuele che a gennaio aveva ospitato la loro conferenza stampa: «Non importa, non abbiamo bisogno della balia», ha chiuso Sogari.L’accusa a Vannacci: «Basta libri e conferenze»E su Vannacci, che non era atteso oggi ma che si è detto solo “in parte d’accordo” con la loro proposta di legge, Salvatore Ferrara dice: «Noi a Vannacci oggi alle 12:00 stiamo servendo su un piatto d’argento una proposta di legge. La prenda, la discuta e la faccia approvare», mentre Marsella commenta ironico «ad oggi al corteo a Roma non è venuto, e la proposta di legge non mi sembra che l’ha firmata. Quindi…». Sono state però frequenti nel corso del pellegrinaggio verso Palazzo Theodoli le critiche all’ex generale, troppo impegnato in «conferenze e talk show» per fare qualcosa di concreto sul tema della remigrazione. Ivan Sogari tira la stoccata finale: noi ci siamo riusciti anche «senza gradi militari. Lo vedi che ci riescono anche i cittadini?».Foto e video copertina: © Roberta BrodiniL'articolo Il Comitato per la Remigrazione torna a Montecitorio, ma stavolta Vannacci e i suoi non ci sono: «Basta libri e conferenze» – Il video proviene da Open.