La nomina di Dua Lipa a curatrice della diciannovesima edizione del London Literature Festival e l’inaugurazione della Manifesto Library, la biblioteca dedicata ai libri censurati ospitata nella storica Livraria Lello di Porto, raccontano una storia che va ben oltre il mondo dello spettacolo. Da alcuni anni, infatti, la cantante britannica porta avanti Service95, un progetto editoriale che comprende un book club, un podcast, una newsletter e una piattaforma dedicata alla promozione della lettura. Una scelta insolita per una delle popstar più influenti della sua generazione, ma proprio per questo capace di aprire una riflessione più ampia: quanto possono incidere le celebrity sul nostro rapporto con la cultura e perché continua a sorprenderci vedere una figura pubblica investire nei libri anziché nell’ennesima linea beauty?Da tempo il successo di una celebrità viene misurato quasi esclusivamente attraverso numeri, visualizzazioni e capacità di generare consumo. Milioni di follower, campagne pubblicitarie e prodotti esauriti nel giro di poche ore sono diventati il parametro con cui valutare il peso di un personaggio pubblico nell’immaginario collettivo. Il mercato dimostra ogni giorno quanto il volto giusto possa trasformare un rossetto, una borsa o un profumo in un fenomeno globale. Molto più raramente, però, ci si interroga su cosa accada quando quella stessa capacità di influenzare le persone venga messa al servizio della cultura. È proprio questo il vero aspetto interessante del percorso costruito da Dua Lipa: aver dimostrato che l’influenza non deve necessariamente tradursi in consumo, ma può diventare anche uno strumento capace di avvicinare nuove persone alla lettura.Dua Lipa e Callum Turner, luna di miele italiana: tappe e ristorantiFoto: Instagram @service95bookclub, @dualipa, @service95Service95: quando un book club diventa un progetto culturaleNel 2022 Dua Lipa ha fondato Service95, una piattaforma editoriale composta da una newsletter, un magazine online, un podcast e dal Service95 Book Club. Ogni mese sceglie un libro e ne discute con il suo autore o la sua autrice in conversazioni che raramente seguono le logiche promozionali dell’industria editoriale. Non sono interviste costruite per accompagnare il lancio di una novità, ma dialoghi che affrontano temi politici, sociali, filosofici e letterari, restituendo ai libri quel tempo di approfondimento che spesso manca nel racconto mediatico contemporaneo.Nel corso degli anni il podcast ha ospitato scrittori come Margaret Atwood, Khaled Hosseini, Olga Tokarczuk, Hernan Diaz e Guadalupe Nettel, alternando autori già consacrati ad altri molto meno conosciuti dal grande pubblico. È una scelta significativa perché dimostra che il progetto non nasce per inseguire il successo commerciale, ma per costruire un dialogo autentico con i lettori. In più di un’occasione libri pubblicati anni prima sono tornati nelle classifiche dopo essere stati scelti dal suo book club. È accaduto, ad esempio, con Una vita come tante di Hanya Yanagihara, rilanciato anche grazie a una semplice fotografia condivisa dalla cantante sui social.Il dato più interessante, però, non riguarda le copie vendute. Il vero risultato consiste nell’aver riportato i libri all’interno di una conversazione frequentata soprattutto da giovani che, forse, non avrebbero mai scoperto certi autori attraverso i canali tradizionali. In un tempo dominato da contenuti sempre più rapidi, riuscire a rendere desiderabile un romanzo rappresenta quasi un paradosso. E proprio per questo il fenomeno merita di essere osservato con attenzione.Foto: Instagram @service95bookclub, @dualipa, @service95, @groveatlantic, @faberbooksLa Manifesto Library e il valore della parola liberaSe Service95 ha dimostrato che una celebrity può contribuire a diffondere la lettura, la Manifesto Library rappresenta probabilmente il passaggio più maturo di questo percorso.La biblioteca, inaugurata all’interno della storica Livraria Lello di Porto, raccoglie opere censurate, vietate o perseguitate dai regimi politici, organizzandole attorno ai concetti di Potere, Controllo, Voce e Memoria. Anche la scelta del luogo assume un significato preciso. Fondata nel 1906 e considerata una delle librerie più belle del mondo, la Livraria Lello non è soltanto uno spazio dedicato ai libri, ma un simbolo internazionale della cultura e della letteratura europea. Ospitare proprio lì una biblioteca dedicata ai testi censurati significa ricordare che la libertà della parola continua a essere una conquista da difendere ogni giorno.La censura accompagna la storia dell’umanità da secoli e continua a manifestarsi anche oggi, seppure con forme differenti. Ogni volta che un libro viene rimosso da una biblioteca, escluso da un programma scolastico o giudicato troppo scomodo per essere letto, non viene messa in discussione soltanto l’opera di uno scrittore. A essere limitata è la possibilità stessa di confrontarsi con idee diverse, di sviluppare un pensiero autonomo e di accettare che la complessità non possa essere ridotta a un’unica narrazione.La scrittura, prima ancora di essere uno strumento artistico, è uno spazio di libertà. È il luogo in cui l’immaginazione può sfidare il potere, raccontare ciò che viene taciuto e conservare idee che qualcuno vorrebbe cancellare. Per questo una biblioteca dedicata ai libri censurati non rappresenta soltanto un progetto culturale, ma anche un gesto profondamente simbolico. Ricorda che la parola, forse più di qualsiasi altro strumento, continua a possedere la capacità di mettere in discussione il presente e immaginare un futuro diverso.Maturità 2026: ancora nessuna donna tra le tracce d’esameFoto: pexelsSiamo davvero influenzati dalle celebrity?Il caso Dua Lipa porta inevitabilmente a una domanda più ampia. Quanto incidono davvero le celebrity sui nostri comportamenti?Probabilmente molto più di quanto si sia disposti ad ammettere. Lo dimostrano i numeri dell’industria della moda, della cosmetica e del lusso, ma lo dimostrano anche i libri che tornano improvvisamente nelle classifiche dopo essere comparsi nelle mani della persona giusta. I social network hanno modificato il modo in cui si costruisce il desiderio e sarebbe ingenuo fingere che questo non abbia conseguenze anche sul rapporto con la cultura. La questione, però, non riguarda l’influenza in sé, quanto l’uso che se ne fa.Se una celebrity riesce a convincere milioni di persone ad acquistare un prodotto, esercita un potere commerciale. Se riesce invece ad avvicinare quei milioni di persone alla lettura, alla curiosità e alla conoscenza, quell’influenza assume inevitabilmente una dimensione culturale. Ed è proprio qui che il caso Dua Lipa diventa interessante. Non perché abbia scoperto il valore dei libri, che esiste ben prima dei social network, ma perché ha dimostrato che anche il linguaggio della contemporaneità può diventare uno strumento per diffondere cultura invece che soltanto consumo.La tempesta silenziosa: l’evento di Baricco conquista Roma Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Livraria Lello Porto (@livraria.lello)La lettura non è una moda, ma un modo di costruire il pensieroNegli ultimi anni il successo di BookTok e dei book club ha spinto molti osservatori a definire la lettura una nuova moda. È una definizione comprensibile, ma allo stesso tempo profondamente riduttiva.La moda appartiene, per sua natura, alla dimensione del tempo breve. Nasce, cresce e viene sostituita da qualcos’altro. La lettura, invece, segue un percorso completamente diverso. Non è un fenomeno stagionale né un semplice passatempo, ma uno degli strumenti attraverso cui si formano il pensiero critico, l’empatia e la capacità di comprendere il mondo nella sua complessità.Ridurre i libri a un trend significa applicare alla cultura le stesse categorie con cui vengono raccontati i consumi. Ma la cultura non funziona così. Un buon libro continua a produrre effetti molto tempo dopo essere stato chiuso. Cambia il modo di osservare la realtà, costringe a mettere in discussione convinzioni radicate, apre domande che spesso non trovano risposte immediate. È un processo lento, silenzioso e proprio per questo straordinariamente prezioso.Forse è questa la lezione più interessante che arriva dal percorso di Dua Lipa. Il suo merito non consiste semplicemente nell’aver contribuito a vendere qualche migliaio di copie in più, ma nell’aver dimostrato che anche una popstar può scegliere di utilizzare la propria popolarità per rendere desiderabile qualcosa che il mercato considera molto meno redditizio di un cosmetico o di un accessorio di moda. E proprio qui sta il valore di questa storia.Perché se oggi la vera ricchezza è l’attenzione delle persone, convincerle a dedicarne una parte alla lettura significa investire nella forma più duratura di influenza possibile. I libri non cambiano il mondo da soli, ma continuano a cambiare le persone. E sono sempre le persone, alla fine, a cambiare il mondo.Dua Lipa e Callum Turner a Napoli: pizza, shopping e luna di miele| Da Rumors.it