Il banco di un supermercato a Torino, 17 aprile 2025 (Stefano Guidi/Getty Images)I dati dell’ISTAT sull’inflazione relativi al giugno del 2026 indicano che rispetto al giugno del 2025 in Italia i prezzi sono cresciuti del 3 per cento. È un aumento superiore al livello di inflazione considerato ottimale per l’economia, intorno al 2 per cento, ma è comunque un miglioramento rispetto al dato dell’inflazione annua di maggio, che era stata del 3,2 per cento. Significa che a giugno l’aumento dei prezzi è stato meno intenso rispetto al mese precedente, nonostante i rapporti tra Stati Uniti e Iran rimangano imprevedibili, con la minaccia costante di una nuova chiusura dello stretto di Hormuz, che potrebbe far aumentare il costo di petrolio e gas naturale liquefatto.Il lieve calo dell’inflazione annuale è legato alla minore crescita registrata dai prezzi dei beni alimentari non lavorati, dei trasporti e dei servizi ricreativi e culturali. Sono invece aumentati più del mese precedente i prezzi dei beni energetici. Su base mensile i prezzi da maggio a giugno non sono aumentati.Anche due indicatori molto osservati quando si parla di inflazione sono aumentati su base annuale in modo meno accentuato rispetto a maggio: l’inflazione di fondo e il “carrello della spesa”. L’inflazione di fondo è l’aumento dei prezzi calcolato escludendo quelli di energia e cibo, che sono due prodotti molto soggetti ad alte fluttuazioni. A giugno è stata dell’1,6 per cento, mentre a maggio era stata dell’1,7 per cento. Il “carrello della spesa” invece è un indice in cui rientrano i prezzi dei prodotti alimentari e per la cura della casa e della persona: a giugno è cresciuto dell’1,6 per cento rispetto all’1,9 per cento del mese precedente.Tag: inflazione-prezzi