Sul ddl caccia ora alla Camera la maggioranza rallenta: «Avanti ma difficile l’ok prima di ottobre»

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Il via libera non ci sarà. Almeno non prima dell’estate. Dopo il passaggio a Palazzo Madama, il discusso ddl caccia arrivato alla Camera non ha imboccato la corsia veloce che qualcuno, in maggioranza, auspicava. Tramontata l’ipotesi della procedura d’urgenza e con essa l’idea di un’approvazione prima della pausa estiva — e dunque prima dell’inizio della stagione venatoria — dal centrodestra spiegano a Open di voler procedere con calma, a questo punto. «Adesso l’abbiamo incardinato in commissione, ci saranno una serie di audizioni, poi il termine emendamenti. Sentiremo, vedremo…». Ma sui tempi «direi non prima di ottobre», fa spallucce un azzurro.L’accordo nel centrodestra e la nuova frenata sui tempiUna frenata, dunque. Ma non uno stop o una retromarcia. Perché nel centrodestra nessuno vuole intestarsi l’affossamento di una riforma promessa da tempo al mondo agricolo. «Questa legge discende da un impegno che tutti i leader del centrodestra si erano presi con gli agricoltori», spiegano fonti di maggioranza. «È un provvedimento, infatti, che mira per il 95% a risolvere o attenuare i problemi che hanno con la fauna selvatica».Il punto quindi è diventato arrivare alla meta senza scossoni: con il Quirinale, con Bruxelles e con quella parte della maggioranza che sulla caccia resta più fredda. È il caso di Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati, che ieri mercoledì primo luglio ha votato no all’adozione del testo base in commissione Agricoltura. «La sua è una posizione personale. È un tema sensibile, ci sono sempre quelli che sono contro la caccia. Anche in Forza Italia come sempre lasceremo libertà di coscienza», ragionano i forzisti, già mettendo le mani avanti.La Commissione Ue monitora l’iterA suggerire prudenza, però, sono soprattutto i fari accesi dal Colle e dalla Commissione europea sui possibili profili di incompatibilità con le direttive comunitarie, in particolare Habitat e Uccelli. Un terreno scivoloso, che potrebbe complicare il percorso del provvedimento proprio nel momento in cui il testo si avvicina al via libera definitivo a Montecitorio.Gli azzurri: avanti, ma senza ideologiaMa dal centrodestra la linea non cambia, perché l’obiettivo resta quello fissato al Senato: aggiornare la legge 157 del 1992 per contenere la diffusione della fauna selvatica e ridurre i danni alle campagne. E se FdI e Lega scalpitano, anche Forza Italia — che rivendica «un approccio pragmatico e non ideologico» — assicura di non volersi tirare indietro: «Eravamo d’accordo per migliorare la normativa e contrastare al meglio la diffusione della fauna selvatica, per proteggere gli agricoltori. E quindi, come partito, andiamo avanti sulla base di questa impostazione».Anche perché, viene fatto notare nella maggioranza, il provvedimento «è stato già ampiamente dibattuto e mediato in Senato». Ora, certo, «si farà una discussione di merito in commissione». Ma nessuno, almeno per ora, immagina di smontare l’impianto della riforma, col rischio di arrivare alla terza lettura o farla finire in soffitta.L'articolo Sul ddl caccia ora alla Camera la maggioranza rallenta: «Avanti ma difficile l’ok prima di ottobre» proviene da Open.