Il Trilateral Framework Agreement firmato a Washington tra Israele e Libano, presentato come primo passo verso la pace dopo mesi di conflitto, si è arricchito nelle ultime ore di un capitolo che il governo di Beirut avrebbe voluto tenere riservato. L’allegato sulla sicurezza, la cui pubblicazione era stata richiesta proprio dalla parte libanese, è finito comunque sul sito del Dipartimento di Stato americano. Il documento attribuisce a Israele piena libertà d’azione lungo la cosiddetta Linea Gialla, con un mandato che consente alle IDF di intervenire contro «minacce immediate ed emergenti», e non fissa alcuna scadenza per il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Paese. Una circostanza che, secondo diversi analisti, equivale a una resa di fatto della sovranità libanese, mentre a Beirut proseguono le manifestazioni contro l’intesa.Sul retroscena geopolitico è intervenuto ai microfoni di Un Giorno Speciale il giornalista e analista Giacomo Gabellini, che ha inquadrato la vicenda in una cornice più ampia. Come racconta Gabellini in diretta: «Il grande manipolatore della zona, dell’area, è Erdogan», sottolineando come il presidente turco stia da tempo bilanciando le pressioni su più fronti — incluse quelle su Damasco, dove al-Shara (l’ex al-Jolani) subisce da mesi le richieste di Washington e Tel Aviv per un intervento in territorio libanese.Non solo pressioni esterne: come spiega ancora l’analista, dall’Iraq sarebbe già arrivato un avvertimento netto, secondo cui un’eventuale invasione siriana del Libano innescherebbe una risposta speculare contro la Siria stessa. Un equilibrio del terrore che, nella lettura di Gabellini, si somma a un riposizionamento più vasto nel Golfo, con Qatar ed Emirati che riconsiderano la propria linea nei confronti di Teheran, ormai percepita come potenza regionale ineludibile.The post Svelato il vero burattinaio dell’accordo Libano-Israele: “Fa il lavoro sporco” | Giacomo Gabellini appeared first on Radio Radio.