Monteleone: “Il genocidio va in spiaggia”. Il post su Gaza scatena le polemiche

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Il conduttore Rai Antonino Monteleone ha pubblicato un post su X che ha scatenato forti polemiche: “Il genocidio va in spiaggia. A Gaza solo gli uomini possono fare il bagno“, è la scritta sulla foto di una spiaggia affollata della Striscia. “A Gaza la libertà femminile è semplicemente fantascienza”, scrive il giornalista. Ed è bufera in Rai. Monteleone viene accusato di usare in modo scorretto i social e di non rispettare le norme e il codice etico. “Preferisce praticare il suo vecchio stile da Iena”, ha commentato il consigliere di amministrazione Roberto Natale.Il post della discordiaRistoranti sul lungomare, bar, locali pieni e famiglie in spiaggia a prendere il sole. No, non vi sto descrivendo la bella vita di Miami Beach, vi sto parlando di Gaza, il luogo che molti continuano a raccontare come teatro di genocidio. A questo punto qualcuno si chiederà:… pic.twitter.com/LJDUWG8DV8— Antonino Monteleone (@a_monteleone) June 29, 2026Il post che ha scatenato le polemiche risale a lunedì 29 giugno e recita così: “Ristoranti sul lungomare, bar, locali pieni e famiglie in spiaggia a prendere il sole. No, non vi sto descrivendo la bella vita di Miami Beach, vi sto parlando di Gaza, il luogo che molti continuano a raccontare come teatro di genocidio. A questo punto qualcuno si chiederà: “Com’è possibile? Durante un genocidio la gente va al mare?”. La risposta è: sì. Ma non tutti. Le immagini diffuse in questi giorni mostrano una realtà che molti preferiscono ignorare. Sulle spiagge di Gaza si vedono uomini che fanno il bagno, passeggiano sul bagnasciuga, si rilassano e si concedono qualche ora di normalità dopo mesi di guerra. E menomale, mi viene da dire. Ma c’è un dettaglio che non tutti hanno notato: dove sono le donne? Le ragazze? Le mogli? Le figlie? Nelle immagini, semplicemente, non ci sono. Accade ciò perché a Gaza, come in molte realtà islamiche, la libertà femminile è semplicemente fantascienza. Sono le imposizioni religiose a relegare molte donne nello spazio domestico e a limitarne la presenza nella vita pubblica. Per Hamas le donne devono solo obbedire. E chi non lo fa rischia violenze, umiliazioni e punizioni mostrate in pubblica piazza. Ai paladini dei diritti civili, alle femministe nostrane che sparlano di genocidio, rivolgo una domanda: perché questo silenzio? Prima di ripetere slogan come pappagalli ben addestrati, proviamo ad accendere il cervello. La propaganda non può sostituire la realtà”.Rai, Natale (CdA): “Regole su uso social valgono anche per Monteleone““In cda abbiamo dedicato più di un confronto all’uso dei social da parte dei giornalisti del servizio pubblico, chiarendo senza dubbi che le norme valgono allo stesso modo per i collaboratori. Evidentemente non ne è a conoscenza Antonino Monteleone, che preferisce praticare il suo vecchio stile da ‘Iena’ e si dà a ripetute provocazioni. La più recente, oggi, per sbeffeggiare coloro che ‘sparlano di genocidio a Gaza’ e che sarebbero ‘pappagalli ben addestrati’. Delle due l’una: o l’azienda fa capire, chiaramente e alla svelta, che le regole sono uguali per interni e collaboratori – persino per chi è ottimamente pagato dalla Rai – oppure è più serio proclamare il ‘liberi tutti’: sono certo che molti colleghi e colleghe saprebbero sfoggiare sui social un tono non meno provocatorio, e a prezzi ben più vantaggiosi”. Così in una nota Roberto Natale, consigliere di amministrazione Rai. Usigrai: ” Monteleone irride palestinesi su social, codice etico vale ancora?”Anche il sindacato dei giornalisti Rai è intervenuto. “Il Codice Etico Rai sulla carta vale anche per i collaboratori. Ma forse a nostra insaputa è stato abolito. L’Azienda sempre pronta a muovere contestazioni ai propri dipendenti, consente carta bianca ai collaboratori. Da Vespa ad Antonino Monteleone che sui social irride il popolo palestinese, negando il genocidio e paragonando Gaza a Miami Beach. I telespettatori lo ricorderanno per questo e per gli oltre 300mila euro di compenso annui a fronte di ascolti irrilevanti”, si legge in una nota dell’Esecutivo Usigrai.Rai, Cdr Approfondimento: “È questa la svolta Rai3?” Il Cdr Approfondimento Rai, in una nota, “chiede all’amministratore delegato, Giampaolo Rossi, di chiarire una volta per tutte se l’utilizzo dei social è concesso a tutte le giornaliste e giornalisti Rai o solo a quelli che fanno certa propaganda. Il conduttore del programma Rai ‘Filorosso‘ Antonino Monteleone sui social si scandalizza perché le famiglie superstiti di Gaza cercherebbero refrigerio in spiaggia. Segno inequivocabile – secondo lui – che quanto raccontato fino ad oggi sulle sofferenze della popolazione palestinese sia una colossale montatura e che quel popolo, in realtà, se la stia godendo a mare. Come se chi ha sofferto e non ha accesso al necessario, non avesse diritto a un momento di ristoro dall’afa, pena la perdita dello status di vittima. Il conduttore esterno che, come ha ricordato il membro del Cda Roberto Natale costa all’azienda 300mila euro l’anno, ridicolizza l’uso della definizione di genocidio”. Nel post – prosegue il Cdr dell’Approfondimento Rai, “immagina che quel ‘lusso di refrigerio’ sia confinato ai soli uomini (basta un piccolo zoom per smentirlo). Non ci pronunciamo sul ghigno osceno del titolo ‘Il genocidio va in spiaggia’, non siamo qui a fare lezioni di buon gusto al conduttore o alla Rai, che lo ha voluto per rappresentare la propria immagine. Vorremmo tuttavia capire se è questa l’operazione culturale che aveva in mente l’amministratore delegato quando si è vantato della conversione di Rai 3 operata negli anni della sua direzione”.Questo articolo Monteleone: “Il genocidio va in spiaggia”. Il post su Gaza scatena le polemiche proviene da LaPresse