Ustica, la presunzione della ragione e il populismo che strumentalizza le vittime

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 46esimo anniversario della strage di Ustica afferma che “ricomporre quanto avvenne sul mar Tirreno in quel tragico 27 giugno 1980 rimane un dovere irrinunciabile”.Il Governo Meloni ha annunciato che si opporrà alla richiesta di archiviazione proposta dalla magistratura requirente. Gli organi preposti dalla Costituzione ad indagare, dopo 46 anni, ritengono che la ricerca della verità non abbia prodotto tutti gli esiti soddisfacenti che si auspicavano. E dunque bisogna mettere la parola fine.L’unica veritàMa due forze, irrazionali e populiste, impediscono di accettare l’unica verità possibile e cioè che non è possibile accertare alcuna verità questa volta.La presunzione della ragione, il positivismo scientifico, non accetta che un accadimento storico non abbia lasciato le impronte di elementi di fatto sufficienti a ricostruire il fatto stesso in ogni suo dettaglio.L’idea che un episodio accaduto nel passato non sia ricostruibile per assenza di tracce sufficienti a disegnarne i contorni e i dettagli, in epoca scientista, nella quale ti raccontano che l’esame del Dna può svelare dove hai preso il caffè 50 anni addietro, non è accettata ed è respinta più per isteria che per razionalità.La politica e le vittimeLa tragedia spirituale ed emotiva che vivono le vittime impedisce loro di accettare la mancata individuazione dei responsabili, nonostante tutti gli sforzi compiuti, e queste sete inesauribile di soddisfazione non può essere saziata in alcun modo.La politica vuole stare dalla parte delle vittime, sempre e comunque, per finalità che è meglio non commentare. Chi di mestiere la verità la cerca, adesso, deve sottostare alle pulsioni irrazionali e populiste dei rappresentanti delle istituzioni che non hanno il coraggio e l’autorevolezza di dire una cosa semplice e dignitosa: perdonateci, ma nonostante tutto gli sforzi non siamo riusciti a ricostruire la verità.Siamo uomini, siamo essere fallibili e può anche accadere che un fatto storico non abbia lasciato tracce sufficienti per essere ricostruito. Siamo uomini, non divinità.L'articolo Ustica, la presunzione della ragione e il populismo che strumentalizza le vittime proviene da Nicolaporro.it.