Nuovo test del sangue per rilevare il tumore al pancreas

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AGI - Sviluppare un test del sangue che consente di rilevare le tracce del tumore al pancreas che non vengono individuate dai metodi diagnostici tradizionali. A questo obiettivo è stato orientato uno studio, pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research, condotto dagli scienziati della Northwestern Medicine. Il team, guidato da Akhil Chawla, ha seguito 106 pazienti con tumore pancreatico localizzato dall'inizio del trattamento fino alla chirurgia. I ricercatori hanno confrontato due tecniche di biopsia liquida: la ddPCR (reazione a catena della polimerasi digitale in microgocce) e l'NGS (sequenziamento di nuova generazione).Come funzionaFocalizzandosi sulla mutazione del gene KRAS, presente in oltre il 90 per cento di questi tumori, la ddPCR ha mostrato una sensibilità di gran lunga superiore. Alla diagnosi, ha rilevato il Dna tumorale nel 65 per cento dei pazienti rispetto al 17 per cento associato all'NGS. Dopo la chirurgia, la ddPCR ha continuato a rilevare la malattia residua nel 56 per cento dei casi (contro il 9 per cento dell'altro approccio). Tale precisione, osservano gli esperti, permette di prevedere meglio la sopravvivenza.I pazienti con malattia invisibile all'NGS ma rilevata dalla ddPCR hanno registrato una sopravvivenza media di 27 mesi, contro i 41 mesi dei negativi a entrambi i test. Questo esame, commentano gli studiosi, rileva la malattia residua minima post-trattamento, identificando i pazienti ad alto rischio di recidiva anche quando gli esami radiologici risultano rassicuranti."I medici potrebbero non rilevare la malattia residua nella maggior parte dei pazienti con gli approcci di test oggi disponibili - afferma Chawla - mentre entriamo nell'era delle terapie mirate a KRAS, disporre di uno strumento che traccia la stessa mutazione diventa cruciale. Questa combinazione potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui identifichiamo i pazienti ad alto rischio e intervenire prima che la recidiva diventi visibile". Prima che la ddPCR possa essere impiegata di routine nella cura del cancro pancreatico, concludono gli autori, questi risultati promettenti dovranno essere convalidati attraverso studi multicentrici su piu' ampia scala.