Esserci o non esserci, a Villa Taverna. Parafrasando Shakespeare, o più prosaicamente Nanni Moretti in Ecce Bombo: «Mi si nota di più se vengo o se non vengo?». Nel campo largo la domanda rimbalza da giorni, mentre sull’annuale ricevimento dell’ambasciata americana per l’Independence Day — quest’anno nel 250esimo anniversario della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti — si allunga l’ombra del secondo Trump: dai dazi alle guerre, fino agli ultimi attacchi scomposti all’Italia, responsabili di una freddezza con Washington che ora interessa anche il governo, oltre che le opposizioni.Alla fine, la linea scelta dal centrosinistra è quella del compromesso: i leader si tengono alla larga, ma nessuno strappo. Almeno non tra i primi azionisti della coalizione. Non ci saranno Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, ma Pd e Movimento 5 Stelle non lasceranno comunque sedie vuote. Saranno in campo, infatti, delegazioni, emissari e seconde file. Perché una cosa è prendere le distanze dall’amministrazione Trump, altra cosa è mandare il segnale di una rottura con gli Stati Uniti, è la posizione che prevale nel campo largo. Soprattutto mentre si comincia già a ragionare sulle politiche del 2027 e possibili squadre di governo, con annesse responsabilità internazionali che toccherebbero a chi si candida a scalzare la destra da Palazzo Chigi.Schlein declina e invia Boccia con una squadra di riformistiLa segretaria dem Elly Schlein anche quest’anno non ci sarà al ricevimento, del resto non è una habitué. Ma il Nazareno sarà rappresentato. A timbrare il cartellino ci sarà anzitutto Francesco Boccia, presidente dei senatori Pd e fedelissimo della segretaria, considerato da molti uno degli uomini chiave di un eventuale futuro governo a guida dem. La presenza di Boccia, spiegano a Open, non è casuale: perché se il Pd non arretra dalle critiche a Trump, non intende trasformarle in ostilità verso Washington.Il ragionamento, tra i dem, è semplice: «Una cosa è Trump, un’altra è il rapporto dell’Italia con gli Stati Uniti, che non va messo in discussione». Tradotto: chi ambisce a governare non può permettersi di tagliare i ponti con il principale alleato occidentale. Il giudizio sull’attuale amministrazione americana resta durissimo, ma in vista di una possibile stagione di governo deve prevalere la prudenza.Accanto al luogotenente di Schlein, dovrebbe muoversi anche un piccolo battaglione riformista: Lia Quartapelle, Christian Di Sanzo, eletto nella circoscrizione estera, Stefano Graziano e Federico Fornaro. Lorenzo Guerini, anche lui dell’area riformista, sarà invece presente in rappresentanza del Copasir.Conte, presente lo scorso anno, sarà a Napoli per il suo libroSul lato pentastellato, anche Giuseppe Conte non sarà a Villa Taverna. L’ex premier, che lo scorso anno aveva partecipato al ricevimento, oggi ha altri impegni: a Napoli presenta il suo libro. Dal Movimento 5 Stelle, però, assicurano che «una delegazione ci sarà». Perché la festa del 4 luglio, spiegano fonti vicine all’ex presidente del Consiglio, «celebra l’amicizia tra il popolo italiano e quello statunitense» e le parole di Trump «non incidono sulla scelta di esserci o meno. Nessuno ha mai pensato di rompere i rapporti con gli Usa», sottolineano dall’inner circle di Conte. E a chi gli contesta la passata vicinanza a Trump e il disagio di oggi, dal Movimento rispondono che la critica al secondo mandato del presidente americano «è sempre stata netta», dai dazi al Venezuela, dall’Iran al Board of Peace per Gaza.Il precedente tra Conte e Trump, nato durante il primo mandato del presidente americano, nel M5S lo rivendicano senza imbarazzi: quel rapporto di «simpatia personale che si era creato» non è mai stato vissuto dall’ex premier «con una postura di subalternità, come quella mostrata da Giorgia Meloni». Nessuna nostalgia trumpiana dunque, ma neanche desiderio di alzare un muro nei confronti degli alleati d’oltreoceano, assicurano.Il no di Avs, Renzi si smarcaPiù marcata la distanza di Alleanza Verdi e Sinistra. Se il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni sarà al congresso della Uil a Padova, appuntamento che terrà lontani anche altri esponenti politici, Angelo Bonelli nei giorni scorsi aveva precisato di non aver proprio ricevuto l’invito: «sono finito nella blacklist dell’ambasciata». Ad aver accettato senza indugi invece è il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che smarcandosi dagli alleati sarà l’unico leader di opposizione presente.Cosa fa il governoSul fronte opposto, il centrodestra non diserterà la festa Usa: è tempo del disgelo. Giorgia Meloni non è attesa al ricevimento, complice l’agenda, ma il governo sarà rappresentato dai due vicepremier Antonio Tajani (nella foto in alto, alla festa del 2024) e Matteo Salvini, dal presidente del Senato Ignazio La Russa, dal sottosegretario Alfredo Mantovano e dal consigliere diplomatico Fabrizio Saggio. Attesi anche Guido Crosetto, Giancarlo Giorgetti e Francesco Lollobrigida, mentre per Fratelli d’Italia dovrebbe affacciarsi nei giardini di Villa Taverna la sorella della premier, Arianna Meloni.L'articolo Il Campo largo fa melina alla festa Usa: i leader stanno alla larga, in ambasciata vanno sherpa e seconde file proviene da Open.