Ma non era una dittatura? Quello che nessuno vuole ammettere su Trump e la Corte Suprema

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Ieri la Corte Suprema americana ha bocciato il decreto esecutivo con cui Donald Trump aveva cercato di abolire lo Ius Soli per i figli di immigrati irregolari. Il Tycoon se ne è lamentato (“rimedieremo con una legge del Congresso”) e i giornali italiani esultano manco l’Italia avesse vinto i Mondiali. Ci sta. È stato “un duro colpo”. Una “brutta sconfitta”. Eccetera, eccetera, eccetera.Però c’è qualcosa che non torna, almeno nella narrazione. Ma plasmando la Corte Suprema “a sua immagine e somiglianza”, Trump non aveva minato le fondamenta della democrazia americana? Noi ce li ricordiamo, gli articoli indignati e pieni di allarmismo quando il presidente Usa aveva nominato – come suo pieno diritto – alcuni giudici della Corte. Lo fecero ai tempi del primo mandato, quando indicò la cattolica Amy Coney Barrett, Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh. Allarmi farlocchi, come spesso accade. E la dimostrazione si trova nel fatto che, in questo secondo mandato presidenziale, le toghe “a vita” hanno già bocciato, oltre allo Ius Soli, anche i dazi del presunto dittatore.L’unico giornale che stamattina ha il buon gusto almeno di notare la stranezza è Repubblica. La quale legge nella decisione di ieri uno “scatto di orgoglio” del collegio creato “a immagine e somiglianza del presidente Usa”. Insomma: se i giudici nominati secondo tutti i crismi da Donald danno ragione all’attuale presidente (aborto e immunità retroattiva), sono dei venduti; se gli danno torto (dazi, Ius Soli), hanno uno “scatto di orgoglio” per non mettere “a rischio il futuro stesso della democrazia americana”.La verità è che Trump ha utilizzato un suo diritto presidenziale, quello di scegliere i giudici non appena si libera un posto, proprio come hanno fatto i suoi predecessori (ad oggi siedono nella Corte anche toghe nominate da Bush, Obama e Biden). E questi, che non sono gli ultimi scemi sulla faccia della terra, giudicano secondo legge e coscienza. Se oggi la Corte è a “maggioranza conservatrice” è frutto del caso, che fa morire i giudici, o, alla peggio, di un utilizzo furbesco di regole e regoline sulle audizioni al Senato (l’ex capo dei senatori repubblicani nel 2016 riuscì a evitare che Obama, poco prima della fine del mandato, nominasse un suo giudice, salvo poi, nel 2020, permettere a Trump di farlo a pochi mesi dalla fine del suo primo giro di giostra). Non vi era alcun disegno criminoso, come dimostra la cronaca.Il voto di ieri, infatti, è la conferma che gli allarmi lanciati dai media, americani e italiani ma non solo, erano esagerati. Fuori luogo. E strumentali. O forse vogliamo sostenere che una Suprema Corte “giusta” sia solo una Suprema Corte con giudici progressisti che dà sempre torto al Tycoon?Giuseppe De Lorenzo, 1° luglio 2026L'articolo Ma non era una dittatura? Quello che nessuno vuole ammettere su Trump e la Corte Suprema proviene da Nicolaporro.it.