Omicidio Rogoredo, destituito Carmelo Cinturrino. I legali di Mansouri: “Il minimo per chi uccide e mente”

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Nelle lettere dal carcere, gli interrogatori, tramite i suoi avvocati, Carmelo Cinturrino ha sempre sostenuto la ‘sua’ verità: “Posso garantire che nella vita sono sempre stato onesto e servitore dello Stato”. Parole che non devono essere bastate al capo della polizia, Vittorio Pisani, che il 20 maggio ha firmato il provvedimento, notificato in carcere due giorni dopo, con cui l’ormai ex agente del Commissariato Mecenate di Milano è stato destituito per sempre dalle forze dell’ordine. Troppo indelebile la macchia che affonda in quel pomeriggio del 26 gennaio 2026 a Rogoredo quando il 41enne, impiegato in abiti borghesi e in un altro servizio a 2 chilometri di distanza, si è fiondato in via Impastato dopo aver sentito un messaggio in radio, ha aperto il fuoco con la Beretta d’ordinanza 9X9 uccidendo il 28enne Abderrahim Mansouri e poi, per circa 25 minuti mentre il giovane ancora rantolava a terra, ha allestito una finta scena del crimine. Posizionando una pistola caricata a salve accanto al cadavere, per simulare di aver reagito a una minaccia armata. Quella di Cinturrino è una destituzione-lampo, per i tempi tradizionali delle forze dell’ordine, e che arriva prima ancora che il pubblico ministero Giovanni Tarzia con il Procuratore Marcello Viola e la squadra mobile di via Fatebenefratelli abbiano chiuso l’inchiesta per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e che presto si è allargata ad altri 6 agenti del posto di polizia nell’est milanese con accuse alla divise, tutte da dimostrare, che ora spaziano dalle cessioni di droga, ai pestaggi, fino alle estorsioni e ai sequestri di persona. Del resto Pisani aveva utilizzato parole durissime sin dal giorno del fermo di indiziato di delitto, lunedì 23 febbraio, e la successiva ordinanza di custodia cautelare a San Vittore disposta dal gip Domenico Santoro. Pisani: “Cinturrino è un delinquente”Cinturrino è “un ex appartenente alla polizia di Stato, anzi lo definirei un delinquente“, le parole odel direttore generale della pubblica sicurezza. Nell’immediatezza, assieme al Questore di Milano, Bruno Megale, era stato nominato un funzionario istruttore per l’avvio del procedimento disciplinare che ha portato ad elevare nei confronti del 41enne la pena massima prevista dalle norme interne al Corpo. “Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio ma questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito“, aveva spiegato il capo della polizia al Corriere della Sera. “Chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica“. Parole che riecheggiano quelle pronunciate in giornata dagli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, legali della famiglia Mansouri. Coloro che sin dalla domenica sera del delitto avevano messo in discussione le prime versioni ufficiali sul fatto che lo sparo fosse stato esploso per legittima difesa di fronte alla presenza di un’arma. Portando a sostegno delle proprie tesi testimonianze, anche oculari, di conoscenti della vittima, tossicodipendenti e frequentatori del ‘boschetto della droga’ di Rogoredo. La destituzione di Cinturrino “è il minimo che possa accadere” a un “appartenente alla Polizia di Stato che rappresenta lo Stato, che è lo Stato” e che “ha ucciso” e “gravemente falsificato una scena del crimine per ottenere l’impunità”, il commento dei due difensori.Questo articolo Omicidio Rogoredo, destituito Carmelo Cinturrino. I legali di Mansouri: “Il minimo per chi uccide e mente” proviene da LaPresse