Meta valuta l'ingresso nel cloud computing

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AGI - Meta, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg starebbe preparando il lancio di un servizio di cloud computing destinato a clienti esterni. L'indiscrezione arriva da Bloomberg che racconta come il settore, in continua ascesa, sia un vecchio pallino del creatore di Facebook. L'accelerazione dello sviluppo dell'intelligenza artificiale, del resto, ha fatto impennare la domanda di capacità di calcolo, fornita principalmente attraverso i grandi data center, accelerando l'interesse intorno al settore.Per sostenere lo sviluppo dei propri modelli di IA, Meta ha investito massicciamente in queste infrastrutture, avviando tra l'altro la costruzione di un maxi data center nel Mississippi, un progetto dal valore stimato di 10 miliardi di dollari. L'azienda sviluppa inoltre chip proprietari in collaborazione con Broadcom e prevede investimenti complessivi compresi tra 125 e 145 miliardi di dollari nel corso dell'anno.Il possibile ingresso di Meta nel cloud computingSecondo Bloomberg, la società di Menlo Park starebbe valutando di mettere a disposizione di aziende terze la capacità di calcolo in eccesso non utilizzata per i propri sistemi di intelligenza artificiale. Meta is developing plans for a cloud infrastructure business that will sell access to AI computing power and models, setting up a new vector of competition with industry leaders like Amazon Web Services, Microsoft Azure and Google Cloud https://t.co/n5jvAHHxFX — Bloomberg (@business) July 1, 2026Le parole di ZuckerbergGià alla fine di maggio, durante l'assemblea degli azionisti, l'amministratore delegato Mark Zuckerberg aveva indicato che l'ipotesi di entrare nel mercato del cloud computing era "chiaramente presa in considerazione". "Praticamente ogni settimana alcune aziende ci chiedono se possiamo mettere a disposizione una piattaforma di IA o acquistare da noi capacità di calcolo a un prezzo superiore al nostro costo", aveva spiegato Zuckerberg, precisando però che, allo stato attuale, Meta utilizza tutta la potenza di calcolo disponibile. "Se dovessimo arrivare a un punto in cui ritenessimo di aver costruito capacità in eccesso, questa sarebbe un'opzione", aveva aggiunto.Il modello di Amazon e il precedente di SpaceXL'offerta potrebbe riguardare sia la semplice fornitura di potenza di calcolo sia una piattaforma più articolata, sul modello di Amazon Web Services (AWS), la divisione cloud di Amazon e leader mondiale del settore.Con questa mossa Meta seguirebbe una strategia già adottata da SpaceX, che ha recentemente iniziato ad affittare parte della capacità dei propri data center ad altri operatori dell'intelligenza artificiale, tra cui Anthropic, Google e Reflection AI. Una nuova attivita' in grado di generare immediatamente liquidita' potrebbe inoltre rassicurare gli investitori, preoccupati dall'entita' delle risorse che Meta ha collocato e previsto per l'intelligenza artificiale.Il tema della capacità di calcolo in eccesso è già al centro del dibattito nel settore dell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale. CoreWeave, uno dei principali fornitori di "neocloud" specializzati in GPU per l'IA, ha siglato con Nvidia un accordo da 6,3 miliardi di dollari con cui il produttore di chip si impegna ad acquistare qualsiasi capacità cloud residua e invenduta della società, una sorta di garanzia contro il rischio di sovracapacità. Oracle, al contrario, sta ampliando rapidamente la propria infrastruttura cloud, perché secondo diversi operatori del settore la domanda di calcolo per l'addestramento e l'inferenza dei modelli di IA supera ancora l'offerta disponibile.