Centrosinistra, la Costituzione è il perno del programma. Scintille al centro

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AGI - Il centrosinistra alle prese con il 'totonomi' per la futura alleanza. Il 'gioco' è stato lanciato ieri da Giuseppe Conte. Come chiamare la costituenda alleanza progressista. Il leader M5S, sul palco del Teatro de' Servi, ha proposto Alleanza per la Costituzione e la democrazia: Acd. Nome che richiama la battaglia contro la riforma della Giustizia vinta dal fronte del No.Il centrosinistra e la battaglia contro la legge elettorale Ma al di là del 'totonomi' alla base c'è un'idea molto precisa, quella di mobilitare l'elettorato come accaduto in occasione del referendum, a partire dalla battaglia contro la legge elettorale. Una battaglia che, a sentire fonti di centrosinistra, i leader intendono mettere al centro della loro azione politica, già a partire dagli appuntamenti dell'8 e 15 luglio, nelle due piazze (si parla di Napoli e, probabilmente, Padova) convocate sul programma.Meloni e il 'Quirinale a destra' agitano il centrosinistraLe parole della premier Giorgia Meloni sull'elezione del prossimo Presidente della Repubblica, agli occhi dei leader del centrosinistra, hanno alzato la posta: l'idea condivisa è che il governo, dopo aver tentato con la riforma della giustizia e con quella del premierato, stia cercando una strada nuova "per stravolgere la Costituzione" e piantare la propria bandiera anche sul Colle più alto.Il 'totonomi' sull'Alleanza Nonostante questo, in Transatlantico c'è chi, tra un voto e l'altro dell'Aula, partecipa al toto-nome: Angelo Bonelli considera quello messo sul piatto dall'alleato una denominazione "un po' troppo lunga e con un acronimo impronunciabile". E rilancia: "Alleanza per la pace e per il lavoro o anzi, Alleanza per la pace e l'ambiente: Apa".Calenda: "Posso partecipare al concorso?"Non che ci sia un obbligo preciso a presentarsi sotto una stessa insegna e con un unico nome. Anzi, a sondare gli umori dei deputati l'idea non suscita alcun entusiasmo e in pochi sembrano disponibili a subordinare il nome del proprio partito a quello della coalizione. Fatto sta che il gioco prende piede anche sui social e a partecipare è anche chi ha già fatto sapere di non essere disposto a sedere nella stessa coalizione con Bonelli, Fratoianni e Conte."Bello questo concorso", scrive Carlo Calenda sui social: "Posso partecipare? Propongo Alleanza Populisti Antioccidentali, è più corrispondente al vero", la frecciata del leader di Azione.Il centro della coalizione C'è poi chi ha già messo in cantiere un altro contenitore che guarda più al centro e che mira a raccogliere il consenso dell'elettorato riformista e moderato. È il caso di Matteo Renzi che ribattezzando i gruppi parlamentari, a Roma e Bruxelles, "Casa Riformista" ha risposto all'opa lanciata al centro da Progetto Civico di Alessandro Onorato. Al di là dei nomi, la corsa a quel pezzo di elettorato è in pieno svolgimento e registra un surriscaldamento nei toni del dibattito.Le tensioni interne al centrosinistra Dopo le scintille fatte registrare da Renzi e Conte la scorsa settimana, oggi è l'ex ministro Vincenzo Spadafora a lanciare strali all'indirizzo dell'assessore capitolino: "Quando Alessandro Onorato dice 'io sono qui, chi vuole si aggreghi' non sta costruendo un processo aperto, sta facendo una fuga in avanti", dice Spadafora, ideatore di 'Primavera'."E, di fatto, sta provando a imporre una leadership prima di avere aperto una discussione vera. Ma su cosa dovremmo aggregarci? Su un'operazione che ha alle spalle Goffredo Bettini e che mette insieme pezzi di potere locale che il Pd fatica a includere ma non vuole perdere? Dov'è l'idea nuova? O la capacità di parlare agli italiani?".