Caldo nel Vecchio Continente: “Solo una prova generale”, l’impegno di Kluge (Oms) per il 6 luglio

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Il Vecchio Continente boccheggia da giorni e il caldo sembra non voler mollare la presa. Se in Italia sono 25 le città da bollino rosse, tutta “l’Europa si sta riscaldando a una velocità più che doppia rispetto alla media globale. Le ondate di calore non sono più eventi anomali isolati. Sono crisi ricorrenti e stanno diventando più frequenti, più intense e più durature. Ogni estate in cui non ci prepariamo ad affrontarle è un’estate che paghiamo in vite umane”, sottolinea Hans Henri P. Kluge, direttore dell’Oms Europa, convinto che questa ondata di calore sia “solo una prova generale”. “In tutta Europa, in questo momento, le persone faticano a dormire. I pronto soccorso si stanno riempiendo. I servizi di ambulanza stanno battendo ogni record. In Francia, le chiamate di emergenza medica sono aumentate fino al 50% in alcune città. A Londra, la scorsa settimana si è registrato il numero più alto di chiamate di emergenza per pericolo di vita mai registrato in un solo giorno dal servizio di ambulanza. Il sistema di monitoraggio della mortalità spagnolo ha già stimato oltre 300 decessi in eccesso legati al caldo in pochi giorni. L’Italia ha riportato cinque decessi in 24 ore“, avverte Kluge, annunciando per il 6 luglio un incontro con “i punti di contatto nazionali responsabili per le emergenze, l’ambiente e i cambiamenti climatici di tutti gli Stati membri dell’Oms nella Regione europea per un aggiornamento di emergenza”. All’ordine del giorno una serie di domande: “Che cosa abbiamo imparato da questa ondata di calore, siamo pronti per la prossima e come può l’Oms Europa essere di maggiore aiuto?”, precisa il direttore, rassicurato da un fatto. “La prevenzione funziona. Lo sappiamo perché possiamo misurarlo”. I morti da caldo in Europa nel 2023 sarebbero stati l’80% in più senza prevenzioneSecondo le stime i decessi legati al caldo in Europa nel 2023 “sarebbero stati circa l’80% superiori senza le misure di adattamento già in atto. Nelle persone over 80 il numero di decessi avrebbe potuto essere doppio”, avverte il direttore dell’Oms Europa. Piani d’azione per la salute in caso di ondata di calore, allarmi precoci, spazi climatizzati, assistenza alle persone vulnerabili: “Non si tratta di esercizi burocratici. Queste misure stanno salvando vite umane proprio ora e ne servono di più, in tutta la Regione europea”, ammonisce.Cosa si può fare oggi per difendersi “Se non hai l’aria condizionata – e la maggior parte delle persone nel Nord Europa non ce l’ha – ecco alcuni consigli pratici ed economici: tieni chiuse persiane e tende durante il giorno per bloccare il calore. Apri le finestre di notte – raccomanda poi l’esperto – quando le temperature si abbassano. Bevi acqua prima di avere sete ed evita bevande zuccherate, alcoliche o contenenti caffeina. Evita l’esposizione al sole di mezzogiorno. E controlla come stanno i vicini e i parenti anziani. Una telefonata non costa nulla e può salvare una vita. Circa il 60% dei ricoveri ospedalieri in seguito a visite al pronto soccorso durante questa ondata di calore ha riguardato persone di età pari o superiore a 75 anni. Molti di questi ricoveri erano evitabili”.Cosa serve di più e cosa si sta facendo contro il caldo Diversi Paesi e città “stanno mostrando cosa significa essere preparati. Barcellona ha ampliato la sua rete di rifugi climatici a oltre 500 spazi quest’estate: biblioteche, centri civici, parchi, farmacie. Parigi ha attivato il suo registro di assistenza sociale per i residenti anziani e vulnerabili e ha limitato la vendita di alcolici nei luoghi pubblici per ridurre la pressione sui servizi di emergenza. L’Italia ha introdotto restrizioni al lavoro all’aperto durante le ore più calde della giornata in alcune regioni, con accordi di cassa integrazione per garantire che i lavoratori non perdano il reddito. Questi sono solo alcuni esempi di interventi pratici e replicabili”, chiarisce Kluge.Anche gli ospedali sono sottoposti “a un’enorme pressione, non solo per l’aumento dei pazienti, ma anche per il caldo stesso. Sistemi di raffreddamento in avaria. Apparecchiature mediche malfunzionanti. Personale privato del sonno perché le temperature notturne non si abbassano. Reparti descritti come inadeguati”, elenca il direttore.Solo una prova generaleInsomma, “questa ondata di calore è solo una prova generale. Le estati a venire saranno più difficili. Più della metà dei Paesi europei non dispone ancora di un piano d’azione completo per la salute in caso di caldo. Questa situazione deve cambiare e le nuove linee guida aggiornate dell’OmsEuropa forniscono a ogni Paese, regione e città gli strumenti per agire subito”. Perché – con buona pace dei negazionisti climatici – “il caldo è arrivato. Le soluzioni esistono. È il momento di agire”, chiosa Hans Kluge.Questo articolo Caldo nel Vecchio Continente: “Solo una prova generale”, l’impegno di Kluge (Oms) per il 6 luglio proviene da LaPresse