«Vi prego con il cuore, tornate indietro». L’ultimo appello di Papa Leone XIV ai lefebvriani: chi sono e perché si parla di scisma

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«Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi!». È l’appello di papa Leone XIV datato 29 giugno 2026 a don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), movimento ultratradizionalista dei lefebvriani che domani, 1 luglio, ordinerà 4 vescovi senza l’autorizzazione pontificia durante il seminario svizzero di Écône. Il Vaticano invita la Fraternità a non compiere quel passo che, secondo il Diritto canonico, comporterebbe inevitabilmente la scomunica «latae sententiae», cioè automatica, dalla Chiesa di Roma. Sarebbe «un atto scismatico» come già dichiarato il 13 maggio di quest’anno dal cardinale Fernandez, in quanto rappresenterebbe un rifiuto della sottomissione al Papa: ogni celebrazione sarebbe automaticamente invalida per la Chiesa. Uno scenario che Leone XIV intende scongiurare, confidando ancora in una mediazione. Per il momento, tuttavia, i lefebvriani sembrano determinati a portare avanti il loro proposito.Chi sono i lefebvrianiQuesto è solo l’ultimo contrasto tra la Chiesa di Roma e i lefebvriani, movimento che non accetta le riforme del Concilio Vaticano II e celebra la messa con il rito antico. I lefebvriani prendono il nome dal vescovo francese Marcel François Lefebvre, nato a Tourcoing nel 1905. È uno dei più grandi oppositori del Concilio Vaticano II, indetto dal 1962 al 1965 da Papa Giovanni XXIII e concluso da Paolo VI e che aveva introdotto profonde riforme liturgiche. Più tardi, nel 1970, fonda in Svizzera la Fraternità sacerdotale San Pio X, riconosciuta inizialmente dalla Santa Sede, anche se il movimento continua a celebrare la messa in latino con il rito precedente alla riforma del Concilio Vaticano II. Nel 1975 la Fraternità viene chiusa dopo un’ispezione ordinata dal Vaticano, ma Lefebvre rifiuta queste disposizioni. Per questo motivo, Paolo VI lo sospende «a divinis», cioè dai diritti e doveri del sacerdozio e dell’episcopato. Da quel momento partono diversi tentativi di riconciliazione tra la Chiesa e i lefebvriani, ma la frattura non si ricompone. Anzi, nel 1988 Lefebvre nomina quattro vescovi per la Fraternità sacerdotale San Pio X, senza il mandato papale. Un «atto scismatico» che porta alla scomunica di Lefebvre, morto poi nel 1991, e dei quattro vescovi. Il dialogo tra la Santa Sede e la Fraternità nel frattempo continua e si ha un punto di svolta con il pontificato di Benedetto XVI, che nel 2007 liberalizza la celebrazione della messa con il rito valido prima del Concilio Vaticano II. L’intento è di sanare la frattura con i lefebvriani: si spiega così anche il ritiro della scomunica ai quattro vescovi ordinati da Lefebvre nel 1988. Nonostante ciò, la FSSPX non rientra nella piena comunione con Roma, ma qualche passo avanti viene fatto sotto il pontificato di papa Francesco. Nel 2017, infatti, Bergoglio rende validi i matrimoni celebrati dai da preti lefebrviani. Ma la situazione di illegittimità canonica della FSSPX non viene mai risolta.L’appello di Leone XIVUna serie di tentativi di riconcilazione sfumati, fino ad arrivare ai giorni nostri. È del 29 giugno l’ultimo tentativo, firmato Leone XIV. «La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato». L’appello prosegue: «Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione. Chiedo invece un percorso di dialogo che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento. Affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio», conclude il papa. Foto copertina: ANSA/US VATICAN MEDIA | Papa Leone XIV durante l’udienza generale a San Pietro, Città del Vaticano, 24 Giugno 2026L'articolo «Vi prego con il cuore, tornate indietro». L’ultimo appello di Papa Leone XIV ai lefebvriani: chi sono e perché si parla di scisma proviene da Open.