Secondo un recente sondaggio condotto da Deloitte, il 70% degli intervistati ha dichiarato di trascorrere troppo tempo al telefono. E da tempo c’è chi ha iniziato a parlare di una vera e propria dipendenza. Ma per iniziare a usare meno il telefono, soprattutto i social, è indispensabile accettare il fatto che le piattaforme sono progettate per consumare più tempo possibile. Da qui si può iniziare a farci qualcosa.Il primo passo: la consapevolezzaLe piattaforme social sono progettate per assorbire completamente l’attenzione degli utenti perché più tempo si passa sulla piattaforma, più pubblicità vengono mostrate. Da un paio d’anni, oltre agli annunci, sono arrivati gli shop su queste app, quindi, all’aumentare del tempo trascorso a scrollare, aumentano le probabilità di acquisto e le percentuali di guadagno dei colossi della tecnologia. L’altra massima che regola il funzionamento di tutti gli algoritmi è che la gioia vende molto poco. Un contenuto speranzoso o allegro non genera neanche lontanamente lo stesso volume di interazioni (e quindi di spesa) di uno violento, iroso o indignato. Ecco che, restando nelle sfere di interesse dell’utente, le piattaforme servono fiumi inesauribili di contenuti pensati per attivare le parti irose di chi guarda. Il problema è che dietro la rabbia, spesso, si nasconde della tristezza, in particolare davanti all’ingiustizia. Quindi per non cadere nella valle della malinconia di quando si decide di interrompere il flusso, l’utente medio prolunga il tempo a monte, dove ci sono rabbia e indignazione, allungando il tempo trascorso sull’applicazione.Come cambia il cervello quando non usiamo il telefono? La ricerca di due università tedesche sulla «dipendenza da smartphone»Step 2: mettere dei confini La tecnologia può aiutare chi vuole usare di meno le applicazioni. Sia Android sia iOS, il sistema operativo dei telefoni Apple, hanno dei sistemi per impostare dei timer all’utilizzo delle app, scaduti i quali appare un messaggio che chiede all’utente se continuare a utilizzare l’app incriminata o chiuderla. Attivarli è semplicissimo: su iPhone è sufficiente aprire le impostazioni, andare alla voce Tempo di Utilizzo (con l’icona della clessidra viola) e aprire il menù limitazioni app. Lì sarà possibile fissare e attivare limiti di ogni genere, bloccando intere categorie, come i social, o singole applicazioni. Sui telefoni Android, per avere la stessa funzionalità, è sufficiente navigare alla sezione Benessere Digitale e Parental Control del menù impostazioni. Alla voce Pannello di Controllo c’è la lista completa delle app installate e cliccando sulla clessidra si può impostare il limite di tempo giornaliero desiderato. Sostituire il digitale con il digitaleGli studi che collegano la dipendenza dal telefono a un peggioramento della salute mentale e fisica, soprattutto dei giovani, abbondano e sono arrivati alla stessa conclusione persino i produttori delle applicazioni incriminate. Eppure c’è bisogno di staccare il cervello ogni tanto, anche solo per 10 minuti. Il segreto è iniziare un lento processo di sostituzione prima del contenuto e poi del medium. Prendiamo, per esempio, un utente che ha impostato il timer e ha appena esaurito la sua quota giornaliera di TikTok. Ha ancora mezz’ora da riempire, o su un transito di lavoro, o perché quello è il tempo che serve a ricaricare le batterie. Il primo obiettivo è sicuramente quello di non oltrepassare il blocco auto-imposto quindi, per uscire dal ciclo di intrappolamento dei video brevi, il primo passo è allungare il formato. La rete è piena di video, podcast, audiolibri e altri prodotti digitali pensati per intrattenere e distrarre, ma che non hanno quei cicli brevissimi pensati per intrappolare l’utente. Non sentirsi in colpa e l’integrazione del fisicoRidurre l’utilizzo del telefono è prima di tutto un’opera di affinamento della propria consapevolezza. Se quel giorno servono altri 15 minuti di TikTok è importante non sentirsi in colpa, essere consapevoli del motivo per cui serve quel quarto d’ora in più, e usare ciò che si è appreso per continuare il percorso. Guardiamo ai telefoni per distrarci, per evadere dal presente e per sentirci parte di un mondo più ampio. Questi bisogni sono umani ed esistono alternative che non sono progettate per consumare quanto più tempo possibile. Soprattutto prima di andare a dormire, ridurre l’uso dello smartphone porta a dimostrati benefici alla qualità del sonno e alla memoria, in particolare nella ritenzione delle informazioni degli studenti. Avere un’alternativa analogica per chiudere la giornata (un libro, una rivista o una rivista di enigmistica), senza sentire la mancanza del telefono è un traguardo ambizioso, ma raggiungibile restando comprensivi nei propri confronti e verso i propri bisogni. L'articolo Il 70% delle persone trascorre troppo tempo al telefono: ecco i consigli per ridurre la dipendenza da scrolling infinito proviene da Open.